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30.10.11

Esperienza didattica in blended learning

ESPERIENZA DIDATTICA IN BLENDED LEARNING: progetto in piattaforma Moodle, costruzione collaborativa e pubblicazione sito web www.patriamia.tk

di Maria Rosa Mazzola

LA SOCIETÀ È CAMBIATA

La società è cambiata e continua a mutare rapidamente. Le strutture sociali, l’educazione e la conoscenza, fino a poco tempo fa, si basavano su strutture gerarchiche o lineari; oggi non si può contare su un ordine preciso. Gli individui si trovano di fronte a contesti nuovi, più complessi e sempre più orientati al network. Una delle tante cause di questa evoluzione sociale verso la società interconnessa dipende dal rapido sviluppo e dall'espansione della tecnologia informatica. Oggi è molto più facile, veloce ed economico trovare informazioni tramite gli strumenti telematici rispetto a quanto avveniva un tempo; ma queste informazioni sono anche enormemente aumentate e il filtro che gli utenti possono dare alle informazioni che ricevono è prezioso. La comunicazione tra le persone avviene indipendentemente dal tempo e dallo spazio; le distanze tra culture diverse si sono ridotte. Nella società della rete, l’individuo deve necessariamente ridefinire la propria identità ed essere in grado di agire all’interno della comunità in modalità interattiva e ‘sferica’. In questo nuovo scenario, insegnanti e studenti devono essere preparati al cambiamento di valori e tradizioni basilari.

LA SCUOLA DEVE ADERIRE AL CAMBIAMENTO

L’obiettivo della scuola contemporanea è di fornire agli studenti l’opportunità di preparare le qualifiche necessarie per diventare cittadini attivi, autonomi e responsabili nella società del network. Questo significa ripensare la struttura della scuola come organizzazione dinamica e, nello stesso tempo, rimodellare i ruoli di studenti e docenti e ri-mediare i contenuti dell’istruzione. Le diverse discipline devono essere sviluppate nei loro concetti e contenuti in modo sì tradizionale, ma sperimentando il valore aggiunto che può essere apportato dalle nuove tecnologie. In altre parole, la scuola deve affrontare uno dei grandi temi della cultura contemporanea, ovvero quello della “gestione della conoscenza”. Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) valorizzano le modalità di comunicazione e di trasmissione della conoscenza e danno una forte spinta a tutti i processi di gestione di conoscenza codificata. Per gestire la cultura di una società i cui elementi caratteristici sono lo scambio veloce d’informazioni, la condivisione delle conoscenze, il network e la collaborazione, la strategia generale della scuola deve basarsi su questi elementi.

RUOLO DEI DOCENTI

È cambiata la società, è fondamentale, dunque, che la professionalità del docente muti in relazione al cambiamento della scuola e dell'incidenza delle ICT nella società. I docenti dovrebbero ridefinire la loro identità, valutando seriamente la possibilità di applicare nuove strategie educative, nuovi modelli metodologici e nuovi strumenti didattici. Nel gennaio 2008 l’Unesco insieme con altri partner ha indicato i parametri per la descrizione delle competenze ICT che devono avere i docenti del terzo millennio: il progetto ICT-CST (Information and Comunication Technology - Competency Standards for Teachers) sottolinea, appunto, il ruolo delle ICT, le riforme educative, lo sviluppo economico. Anche l’UE, con il Trattato di Lisbona (marzo 2000), ha definito uno specifico programma quadro, il 7° PQ, che è il principale strumento finanziario predisposto a incentivare le discipline scientifiche. È stata posta attenzione sullo sviluppo di una ricerca che soddisfi le necessità dell’industria europea, attraverso il lavoro delle piattaforme LMS e delle iniziative tecnologiche congiunte.

E-LEARNING E BLENDED LEARNING

E-LEARNING: COSA VUOL DIRE?

E-learning vuol dire apprendimento elettronico, ovvero attività di formazione ripensata nell'ambito della rete. La rete è una infrastruttura ma è, soprattutto, un modello artificiale della realtà e un ambiente che produce modalità di rappresentazione e organizzazione della conoscenza. La rete con il web 2.0, riduce i confinamenti ed esalta l'apertura della conoscenza nell'ottica di una realtà aumentata. La rete, in più, integra, unisce e collega gli attori del rapporto educativo (insegnante-alunno-comunità), perciò risulta scorretto, oggi, pensare ad e-learning, riduttivamente, come insegnamento a distanza. Risultano semmai a distanza l'apprendimento e l'insegnamento ordinari poiché, per ragioni logistiche e temporali, la maggior parte dei momenti e delle modalità di relazione educativa hanno luogo realmente a distanza e in totale ed irreversibile asincronia.
In e-learning, invece, i momenti e le funzioni dell'apprendimento e dell'insegnamento si integrano, con tempi e modi flessibili e, cosa più importante, con particolare attenzione alle caratteristiche di chi apprende piuttosto che a quelle di chi insegna. Da qui il significato di apprendimento elettronico (e-learning), piuttosto che di insegnamento elettronico (e-teaching).

E-LEARNING: UN NUOVO MODELLO DI RELAZIONE EDUCATIVA

L'e-learning, dunque, centra l'attenzione sull'apprendimento, piuttosto che sull'insegnamento. Inoltre, data la sua collocazione in spazi virtuali raggiungibili da più soggetti contemporaneamente, riesce a collegare e far crescere insieme, nella logica della rete, una comunità di apprendimento che interagisce, collabora e si integra.
Questo approccio metodologico sviluppa l'apprendimento collaborativo piuttosto che l'apprendimento duale o al massimo con il solo gruppo classe, tipico della didattica corrente.
Si sollecita, perciò, un apprendimento della comunità piuttosto che un apprendimento dell'individuo, e si facilita l'interazione di tutti con tutti attraverso la condivisione di un medesimo ambiente di lavoro. Il singolo è messo nella condizione di elaborare e condividere con altri una porzione aperta di conoscenza. Le dinamiche educative non prevedono più che il singolo ascolti solo il docente e parli solo se interrogato, ma sono adatte a facilitare tutti che ascoltano tutti e tutti che parlano con tutti, senza rigide distinzioni di ruoli.

E-LEARNING: PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E FLESSIBILITÀ

La didattica corrente, centrando l'attenzione sull'azione dell'insegnamento, considera prevalente la pianificazione a priori delle attività educative.
L'e-learning, invece, proprio in considerazione delle variabili dinamiche di apprendimento collaborativo, attribuisce un grande valore alla flessibilità - dei ruoli, dei contenuti, delle azioni, delle attività, dei tempi. La pianificazione didattica, in e-learning, può rimanere tradizionale nella parte concernente le finalità, gli obiettivi da raggiungere e i mezzi dell'azione didattica, ma non può essere che macropensata e alquanto flessibile nell'articolazione dei contenuti, delle dinamiche, dei tempi e, spesso, dei prodotti finali.

E-LEARNING: STORIA E ASPETTI INNOVATIVI NELLA MODERNA PEDAGOGIA

I tentativi di approccio educativo delocalizzato (FAD) non sono recenti. I primi esperimenti di educazione a distanza risalgono al 1837, in Gran Bretagna, ad opera di Isaac Pitman che istituì un corso di stenografia per corrispondenza.
Da quel momento della storia ad ora la formazione a distanza ha registrato una grande trasformazione e una spiccata accelerazione che, attraverso tre generazioni di modelli e cavalcando il progresso tecnologico della società, è pervenuta a noi con innovative connotazioni metodologico-didattiche.
La prima generazione (dalla fine del XIX sec. alla prima metà del XX) è stata caratterizzata da una formazione tradizionale che ha usato la corrispondenza postale.
La seconda generazione (seconda metà del XX sec.) è stata caratterizzata da una formazione distribuita tramite sussidi multimediali e mezzi di comunicazione di massa (radio e televisione).
La terza generazione (dagli anni '80 del XX sec. a oggi) è caratterizzata da una formazione in rete grazie all'uso delle tecnologie telematiche e al web 2.0.
L'aspetto innovativo dell'e-learning è dato, in sintesi, dalla centralità dell' apprendimento nell'azione educativa, dall'apertura, senza confinamenti, della costruzione della conoscenza, dalla capacità di connessione di comunità d'apprendimento in sincronia e asincronia, dalla flessibilità dei ruoli, delle attività e dei tempi, dalla rappresentazione della conoscenza come realtà aumentata rispetto al reale, e infine dal superamento del cognitivismo in favore del costruttivismo.

BLENDED LEARNING

Il blended learning (learning=apprendimento, blended=miscelato), detto anche apprendimento combinato, o formazione mista, oppure formazione integrata, è un sistema didattico utilizzato per corsi formativi che si basa sull’utilizzo complementare di due metodi di insegnamento: quello tradizionale che si svolge in aula, e quello in e-learning.
Il blended learning è, insieme al learning by doing e all’anchored instruction , uno dei principali modelli didattici utilizzati nell’ambito dell’e-learning. Il blended learning rappresenta una soluzione che sta ottenendo un successo rilevante sia in efficacia che in gradimento, ed è una formula didattica specialmente adatta, al momento, ad essere applicata nel lavoro scolastico dei gradi medio-superiori.
Nel blended learning gli strumenti e i momenti dell’insegnamento in presenza e quelli a distanza che utilizzano le nuove tecnologie, si integrano a vicenda in modo continuo: le lezioni frontali, i lavori di gruppo, con le piattaforme e-learning dotate di risorse quali video, forum, chat, tutor on-line, ipertesti, blog, laboratori individuali o di gruppo, messaggi, e-mail, wiki, test, web, immagini, presentazioni, slide show. Il risultato è una compresenza di attività sincrone, asincrone, in presenza e a distanza.
La combinazione di questi vari elementi non è casuale, ma strutturata secondo una strategia precisa volta ad utilizzare al meglio le potenzialità della formazione tradizionale e di quella a distanza, e a coniugare gli aspetti positivi di entrambe le esperienze (costante accessibilità dei materiali didattici ed interazione in presenza).

STRUMENTI TECNOLOGICI E NUOVI MODELLI DIDATTICI: LIM, LEARNING OBJECTS E PIATTAFORME LMS

LIM, learning objects e piattaforme LMS sono strumenti di lavoro che potenziano la didattica integrata con le nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione.

La LIM riassume in sé le potenzialità di altri media ed amplifica la sua efficacia se integrata con altre metodologie, software, tecnologie, come dimostra la considerevole rassegna di Schuck e Kearney dell’University of Technology di Sidney, commissionata dal Department of Education and Training del New South Wales (la più popolosa regione dell’Australia), in cui si analizzano quasi 40 modi di utilizzare la lavagna in ogni ordine di studi, in molteplici modalità, discipline, tipologie di insegnamento. Il tutto in nome dell’interattività, che determina fortemente il senso dell’impiego della LIM e dei suoi software , tanto da poter individuare almeno quattro gradi crescenti che corrispondono a quattro diverse tipologie di apprendimento/insegnamento:
• trasmettere: leggere/ascoltare/vedere in grande;
• partecipare e modificare: miscelare la scrittura e il disegno digitale e il manuale;
• costruire e condividere: manipolare, assemblare e gestire file in presenza;
• documentare: registrare lezioni, compiti, test, performances musicali, video e altro creando un repository di materiali fruibili nel tempo.

I learning objects sono “blocchi didattici”, autonomi tra loro e indipendenti dal contesto, che possono essere assemblati in ogni momento, in base alle esigenze del discente.
Il learning object deve avere le caratteristiche precise di facilità di fruizione, breve durata ed esaustività di contenuti. Il L. O. deve contenere, dunque, l'obiettivo d'apprendimento, il contenuto didattico, l'esercitazione e il test di valutazione. I contenuti didattici devono, inoltre, risultare riusabili e componibili. Il file deve essere poco pesante per risultare facilmente trasmissibile in rete.

Le piattaforme e-learning LMS, cioè Learning Management System (letteralmente: sistemi di gestione dell’apprendimento) sono invece delle strutture disponibili in rete che contengono una serie di potenti supporti e strumenti utili alla didattica: lezioni, wiki, database, glossari, test, forum, chat, calendario, news, risorse varie come video, SCORM, pagine web, ecc, valutazioni, report. Questo strumento favorisce il lavoro delle e-learning communities in connotazione dichiaratamente formativa. Il concetto del cooperative learning è alla base di questa modalità formativa e le piattaforme dispongono di strumenti di cooperazione per cui i materiali prodotti dagli utenti vengono condivisi da tutta la comunità per la comune crescita. Il tutor, presente in piattaforma, ha la funzione di stimolo alla comune partecipazione e di sollecitazione anche alla condivisione di materiali prodotti dagli utenti stessi.

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19.06.11

Presentazione Sito web O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico

www.patriamia.tk

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31.05.11

Presentazione Sito web O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico

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www.patriamia.tk

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O Patria mia! Cl@sse 2.0 2A e 3ABC Piranesi 2010-11 Prof.ssa M.R.Mazzola

Nella seconda metà del secolo XIX, in Europa, nasce una nuova nazione: l’Italia. Gli Italiani provarono orgoglio per la riconquistata unità e indipendenza ma ebbero altrettanto presto la percezione della gravità dei problemi da affrontare. Prima ancora che vi riuscisse la scuola unica e obbligatoria a rendere uniti culturalmente e con coscienza di nazione le varie comunità dei paesi dell’Italia vi riuscì in modo quasi inconsapevole la Musica.
Musica e teatro come scuola per un popolo semianalfabeta. Sin dagli anni Venti dell’Ottocento i librettisti di Rossini e Donizetti, ignari di quanto sarebbe poi accaduto, si vedevano attribuire intenzioni politiche ogni volta che citavano la parola patria, popolo, tiranno e così via. L’alleanza tra arte e politica divenne quasi automatica dopo il Quarantotto: il canto patriottico e le opere ispirate al sentimento patriottico servirono alla causa nazionale.
Se la diffusione delle idee risorgimentali ebbe la stampa come mezzo di comunicazione principale per gli intellettuali, l’opera lirica si incaricò, in quanto forma d’arte popolare, di diffondere, grazie alle parole del libretto non meno che in forza delle note musicali, il verbo patriottico, caricando di significati le parole libertà (dallo straniero), patria, unità (dell’Italia), Dio. Questi termini ebbero decisiva importanza (insieme a onore e gloria) nel vocabolario dei poeti, da una parte, e nel glossario dei censori dall’altra. Il teatro d’opera fu il luogo, pur nella variopinta stratificazione sociale (platea, palchetti, loggione), dove le idee risorgimentali trovarono terreno fertile per svilupparsi.
E se il pieno sviluppo giunge con la figura di Giuseppe Verdi, esponente conclamato del risorgimento musicale, ancora prima di Verdi e dopo, gli ideali patriottici ebbero modo di esprimersi attraverso le musiche di altri compositori insospettabili in questa veste e spesso ignari di tale responsabilità.
Il melodramma fu il vero specchio della società ottocentesca, dalla nobiltà alla borghesia grande e media al basso ceto come una vera e propria vetrina sociale rappresentativa e popolare dell’epoca.
Non meno importanti furono e sono ancora i canti popolari che hanno sostenuto la lotta per l’Unificazione e i canti di lode alla patria Italia degli anni successivi.

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Programma

Sito web: prodotto o strumento innovativo di lavoro?
(Prof.ssa M.R.Mazzola
e alunni amministratori del sito cl@sse 2.0 2A)

Opere liriche e sentimento patriottico

(Gruppi di lavoro delle classi III A, B, C)

Canti patriottici e Risorgimento
(Alunni della cl@sse 2.0 IIA)

Canto degli Italiani
(Assemblea in coro)

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Presentazione sito web O Patria mia! La Musica e il sentimento patriottico Salone Teatro G.B.Piranesi Roma 08 giugno 2011.

www.patriamia.tk

Ringrazio tutti i 97 alunni per il lavoro che ha portato alla realizzazione del nostro sito O Patria mia! Ringrazio gli alunni presenti alla manifestazione dell'8 giugno per la creatività, la partecipazione, l'impegno e la compostezza con cui hanno gestito il convegno. Ringrazio il Dott. Aletti dell'ANSAS Lazio per la preziosa partecipazione e il Preside Ettore Proietti per il sostegno al progetto e per le belle frasi che ci ha indirizzato. Ringrazio i genitori per l'affettuosa cornice conviviale e gastronomica.
Con gli alunni ringraziamo, in coro, tutto il pubblico presente alla manifestazione, il vice Preside Pirrotta e i collaboratori scolastici. Un abbraccio a tutti...
Prof.ssa Maria Rosa Mazzola


Alcuni momenti della manifestazione...

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Prof.ssa Maria Rosa Mazzola

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Gli alunni raccontano la loro esperienza

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Dott. Daniele Aletti - Referente Scuola Digitale LIM e Cl@ssi 2.0 - ANSAS - Nucleo Territoriale del Lazio

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D.S. Prof. Ettore Proietti

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Gli alunni delle classi 3A, 3B, 3C, 2A Cl@sse 2.0 2010-11

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Gli amministratori del sito: Marco, Ludovico, Flavio e Alessandro Cl@sse 2.0 2A 2010-11

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Un progetto nasce da una emozione... Un dì all'azzurro spazio (Andrea Chénier)

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La torta dei 150 anni dell'unità d'Italia

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Si! L'inno nazionale Canto degli Italiani

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Festa del 150 ° anniversario dell'unità d'Italia Piranesi 25 maggio 2011

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Storia del gruppo “Musicando Insieme” della S. M.S. “G. B. Piranesi” Roma


Il gruppo musicale "Musicando Insieme" della S. M.S. “G. B. Piranesi” Roma ha iniziato la sua attività, sotto la direzione della Prof.ssa M. R. Mazzola, nel novembre 2002.
Già nel 2003 ha ottenuto la fascia di Bronzo al Concorso “Insieme per suonare” indetto dalla SIEM (17 aprile 2003). Ha superato la selezione finale del Concorso “Scuola...sound’s good!”, ricevendo lodevoli apprezzamenti da parte del Direttore M.° M. Pradella e si è esibito all’Auditorium Parco della Musica di Roma (25 maggio 2003). Nel mese di maggio dello stesso anno ha offerto un concerto di fine anno con l’esecuzione, in prima assoluta, dello Studio n. 2 op. 47 in Do magg. per pianoforte di S. Heller, appositamente adattato da M.R. Mazzola (28 maggio 2003).
Nel 2004, insieme agli allievi di Flauto Traverso della Piranesi e al gruppo Sculture e Suoni (80 musicisti di strumenti realizzati con materiali riciclati), sotto la direzione di M. R. Mazzola, ha partecipato alla manifestazione di Carnevale in Campidoglio, ai Fori Imperiali e al Foro Romano con l’esecuzione in prima assoluta di Serenata per l’Europa di M.R. Mazzola (24, 29 gennaio e 24 febbraio 2004). Sempre lo stesso anno si è esibito in un concerto di fine anno nel Teatro della Scuola (10 giugno 2004).
Nell'anno 2006 ha partecipato al 6° Scuola Musica Festival incidendo un Cd con musiche di W. A. Mozart e J. Perez Forte. Nell’aprile 2006 ha preso parte alla manifestazione “Adotta un monumento” del Comune di Roma con un concerto in Piazza Navona (22 aprile 2006) e con un concerto di fine anno (17 maggio 2006).
Nel 2007 ha continuato il progetto Adotta un monumento del Comune di Roma con una manifestazione in Piazza Navona insieme al nuovo gruppo di Sbandieratori della Piranesi diretti da M. R. Mazzola (20 aprile 2007) e nell’ambito del Progetto Comenius 1.3 RaMe ha eseguito “Danze lituane medley”, brani tradizionali della Lituania, appositamente arrangiati da M. R. Mazzola (07 maggio 2007).
Nell'anno 2008 ha avuto, dal MIUR, l’assegnazione del Progetto Scuole Aperte — Potenziamento delle attività di ascolto e studio della Musica e si è esibito in concerto con brani arrangiati da M.R. Mazzola ottenendo un grande successo di pubblico (04 giugno 2008).
Nell'anno 2009 ha avuto l’assegnazione di un secondo Progetto Scuole Aperte—Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica e ha sperimentato nell’anno scolastico 2009-10 il laboratorio a carattere inclusivo di percussioni Marching Band, con la collaborazione del prof. R. Tosti, partecipando a diverse manifestazioni pubbliche (14, 17, 18 maggio e 03 giugno 2010).
Nell'anno 2010-11 il gruppo Musicando Insieme Piranesi - Marching Band e Sbandieratori - ha partecipato alla festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia della Scuola Secondaria di I grado G.B. Piranesi di Roma, accompagnando le bandiere d'Italia e d'Europa nella manifestazione del 25 maggio 2011.

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Percussionisti Marching Band Piranesi 2011

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Roma 25 maggio 2011 Festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia Piranesi


Storia del gruppo “Musicando Insieme” della S. M.S. “G. B. Piranesi” Roma


Il gruppo musicale "Musicando Insieme" della S. M.S. “G. B. Piranesi” Roma ha iniziato la sua attività, sotto la direzione della Prof.ssa M. R. Mazzola, nel novembre 2002.
Già nel 2003 ha ottenuto la fascia di Bronzo al Concorso “Insieme per suonare” indetto dalla SIEM (17 aprile 2003). Ha superato la selezione finale del Concorso “Scuola...sound’s good!”, ricevendo lodevoli apprezzamenti da parte del Direttore M.° M. Pradella e si è esibito all’Auditorium Parco della Musica di Roma (25 maggio 2003). Nel mese di maggio dello stesso anno ha offerto un concerto di fine anno con l’esecuzione, in prima assoluta, dello Studio n. 2 op. 47 in Do magg. per pianoforte di S. Heller, appositamente adattato da M.R. Mazzola (28 maggio 2003).
Nel 2004, insieme agli allievi di Flauto Traverso della Piranesi e al gruppo Sculture e Suoni (80 musicisti di strumenti realizzati con materiali riciclati), sotto la direzione di M. R. Mazzola, ha partecipato alla manifestazione di Carnevale in Campidoglio, ai Fori Imperiali e al Foro Romano con l’esecuzione in prima assoluta di Serenata per l’Europa di M.R. Mazzola (24, 29 gennaio e 24 febbraio 2004). Sempre lo stesso anno si è esibito in un concerto di fine anno nel Teatro della Scuola (10 giugno 2004).
Nell'anno 2006 ha partecipato al 6° Scuola Musica Festival incidendo un Cd con musiche di W. A. Mozart e J. Perez Forte. Nell’aprile 2006 ha preso parte alla manifestazione “Adotta un monumento” del Comune di Roma con un concerto in Piazza Navona (22 aprile 2006) e con un concerto di fine anno (17 maggio 2006).
Nel 2007 ha continuato il progetto Adotta un monumento del Comune di Roma con una manifestazione in Piazza Navona insieme al nuovo gruppo di Sbandieratori della Piranesi diretti da M. R. Mazzola (20 aprile 2007) e nell’ambito del Progetto Comenius 1.3 RaMe ha eseguito “Danze lituane medley”, brani tradizionali della Lituania, appositamente arrangiati da M. R. Mazzola (07 maggio 2007).
Nell'anno 2008 ha avuto, dal MIUR, l’assegnazione del Progetto Scuole Aperte — Potenziamento delle attività di ascolto e studio della Musica e si è esibito in concerto con brani arrangiati da M.R. Mazzola ottenendo un grande successo di pubblico (04 giugno 2008).
Nell'anno 2009 ha avuto l’assegnazione di un secondo Progetto Scuole Aperte—Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica e ha sperimentato nell’anno scolastico 2009-10 il laboratorio a carattere inclusivo di percussioni Marching Band, con la collaborazione del prof. R. Tosti, partecipando a diverse manifestazioni pubbliche (14, 17, 18 maggio e 03 giugno 2010).
Nell'anno 2010-11 il gruppo Musicando Insieme Piranesi - Marching Band e Sbandieratori - ha partecipato alla festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia della Scuola Secondaria di I grado G.B. Piranesi di Roma, accompagnando le bandiere d'Italia e d'Europa nella manifestazione del 25 maggio 2011.

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30.04.11

La maledizione di Macbeth - di Sarah Martucci 3A 2010-11

La maledizione di Macbeth. Curiosa ricostruzione di coincidenze funeste legate all'opera Macbeth. Video realizzato da Sarah Martucci della classe 3A GB Piranesi di Roma. Progetto O Patria mia! La Musica e il sentimento patriottico in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.

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29.04.11

Galleriquiz O Patria mia!

Chi è?

Cosa rappresenta?

Cosa mi ricorda?

Le immagini, raccolte in questa sezione, sono tutte presenti nelle pagine del nostro sito O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico www.patriamia.tk.
Le foto, sotto, sono prive di didascalia per sollecitare un gioco di memoria.

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Se hai navigato nel sito O patria mia! e sei stato attento/a saprai riconoscere fatti, personaggi, situazioni storiche, suggestioni artistiche, musicali e altro...Vuoi provare?

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Giuseppe Verdi e il Risorgimento

Giuseppe Verdi e il Risorgimento
film-documentario di Piero Angela

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14.04.11

Viva l'Italia - Capoluoghi regionali

L'Unità d'Italia è bene rappresentata dalle bellezze urbanistiche dei capoluoghi regionali.

Videospot realizzato da Ludovico Marcellini della cl@sse2.0 2A Piranesi Roma - Prof.ssa M.R.Mazzola. progetto 150° aniversario dell'unità d'Italia - La Musica e il sentimento patriottico.


Roma 17 marzo 2011 - Festa dell'Italia Unita: fuochi artificiali dal Celio

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13.04.11

Pon pon per la nostra festa del 150 ° anniversario dell'unità d'Italia

Ecco come confezionare simpatici pon pon con la carta crespa. I nostri colori devono essere verde, bianco, rosso e l'azzurro dell'Italia. Provate a farne due ciascuno dello stesso colore o dei tre colori della bandiera.Li useremo il 5 maggio in occasione della festa del 150° anniversario dell'unità d'Italia.

Buon lavoro!

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11.04.11

Osaka Toin High School - Giuseppe Verdi - Messa da Requiem

G. Verdi: messa da Requiem interpretata dalla Osaka Toin High School
(un possibile ideale di scuola superiore?)

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22.03.11

Sondaggio Progetto O Patria mia! la musica e il sentimento patriottico

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Agli alunni delle classi 2A 3A 3B 3C che hanno svolto il progetto O patria mia! La musica e il sentimento patriottico:

cliccate quì Click here to take survey e rispondete al sondaggio on line.
Il sondaggio è anonimo.
Serve, a me, esclusivamente per monitorare il vostro punto di vista, al fine di migliorare metodi e tecniche per futuri progetti scolastici che impiegano le nuove tecnologie.

Grazie
Prof.ssa M.R. Mazzola

14.03.11

Buon compleanno Italia!

Spot di Ludovica Colella Cl@sse 2.0 2A a.s. 2010-11.


Il nostro progetto di innov@zione 2.0

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07.03.11

Inno europeo - Inno alla gioia (L.V.Beethoven - IV Mov. IX Sinfonia)

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O Freunde, nicht diese Töne !
Sondern laßt uns angenehmere anstimmen
und freudenvollere !

Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlischer, Dein Heiligtum !
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt ;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo Dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein !
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund !
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund.

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur ;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod ;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott !

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen.
Diesen Kuß der ganzen Welt !
Brüder ! Über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen ?
Ahnest Du den Schöpfer, Welt ?
Such'ihn über'm Sternenzelt !
Über Sternen muß er wohnen.

In Italiano

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

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mariarosa.mazzola@istruzione.it

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Canto degli Italiani completo con testo

mariarosa.mazzola@istruzione.it

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18.02.11

Francesco Bajardi, un illustre musicista madonita

di Maria Rosa Mazzola


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Francesco Bajardi

Dopo il 17 marzo del 1861 si assistette, in Italia, ad un periodo di risveglio della produzione ed esecuzione strumentale, oltre che ad un generale rinnovamento della cultura musicale italiana, già prevalentemente egemonizzata dal melodramma, il quale aveva avuto il grande merito di diffondere oltre alle apprezzate idee melodiche anche le idee e le aspirazioni patriottiche del popolo italiano in rivolta e proteso all'unificazione dell'Italia.

Il risveglio delle attività concertistiche e compositive strumentali coincise con la nascita di numerosi enti, organismi, licei musicali, istituzioni e società concertistiche che, prima a livello elitario, poi in una dimensione più popolare, diffusero il repertorio strumentale centroeuropeo e sollecitarono il recupero della tradizione strumentale italiana del Sei-Settecento per definire i caratteri di un nuovo stile nazionale.

Fino a quell'epoca era stato il pianoforte a ricoprire una molteplicità di ruoli sussidiari, aveva avuto spesso la funzione di ‘surrogato’ dell’orchestra nelle innumerevoli riduzioni pianistiche (a due, quattro, sei, otto e addirittura sedici mani) nella fase di lettura di una partitura orchestrale, e, ad eccezione del quartetto, era presente in quasi tutte le formazioni cameristiche.

A partire dagli anni successivi all’unificazione dell'Italia, il suo impiego si evolse sempre più, nel senso di un’emancipazione dagli altri strumenti, fino a raggiungere un inedito grado di autonomia. Nell’arco di pochi decenni si assistette a una vera e propria trasformazione della figura del pianista sia dal punto di vista performativo che compositivo. Lo dimostra la scelta del repertorio eseguito nei concerti solistici per pianoforte, sempre più diffusi nelle principali città italiane.

In questo quadro storico-musicale si inserisce l'opera del pianista e compositore Francesco Bajardi, nato a Isnello (PA) il 23.6.1867.

Francesco Bajardi fu allievo, a Palermo, del M.° Caracciolo (pianoforte) e del M.° Platania (composizione). A Roma studiò composizione con i M.i De Sanctis e Falchi e pianoforte con il grande M.° Giovanni Sgambati, allievo di Franz Listz.
In qualche autorevole recensione si dice che lo stesso Bajardi fu allievo di Listz.

Il Bajardi si esibì a Londra nel 1884, vinse il premio Casa musicale F. Boisselot nel 1885 e il premio pianistico Franz Liszt nel 1893. Nel 1894 diede un concerto a Pietroburgo. Partecipò attivamente alla vita musicale romana e italiana del periodo post-unitario insieme ad altri suoi importanti amici, allievi anch'essi del Maestro Sgambati: Ernesto Consolo, Ezio Camussi, Fanny Davies, Maria Andreoli e altri.

Erano famose, a Roma, a partire dagli anni sessanta, Le Matinées musicales, concerti programmati dai musicisti romani che si tenevano, settimanalmente, in alcuni periodi dell’anno, e si svolgevano alle due e mezza o alle tre del pomeriggio in celebri ed eleganti sale, pubbliche e private.
I programmi coinvolgevano, come d’uso all’epoca, vari strumentisti e talvolta anche cantanti.
Per citare Martinotti a fine secolo «la Roma musicale era interamente nelle mani di Sgambati e Pinelli».

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Giovanni Sgambati


Nel 1895, a Roma, si inaugurarono, per iniziativa del Conte Enrico di San Martino e Valperga, i concerti della Regia Accademia di Santa Cecilia, che si tenevano nella sala restaurata l’anno precedente per «adunare gli alunni per le esercitazioni, pei saggi», e dare «agio all’Accademia di iniziare [...] pubblici concerti».
I concerti dell’Accademia di Santa Cecilia misero in atto negli ultimi anni del secolo iniziative per eseguire compositori italiani. Alcune di queste furono il concerto del 16 dicembre 1897 in cui Francesco Bajardi eseguì Dans les bois di Franz Listz e il concerto del 23 dicembre 1897 in cui suonò la Quarta Ballata di Chopin e il Presto op.7 n.7 di Mendelssohn.

Fra le novità di repertorio dei concerti di quegli anni vanno segnalati, inoltre, alcuni pezzi inclusi da Francesco Bajardi nei programmi delle quattro «audizioni private» tenute assieme alla violinista Teresina Tua il 2, il 9, il 16 e il 23 dicembre 1897. Fra essi la Gavotta variata di Rameau, la Fantasia e fuga in Sol minore di Bach e l’Aria e Giga di Scarlatti. Per il resto Bajardi si mantenne su strade battute, con pezzi romantici degli autori maggiori, ma inserì nei suoi programmi anche uno Studio di concerto di Sgambati e due pezzi di sua composizione: Romanza e Toccata.

Nel 1898 un'altro progetto importante, che celebrò Bajardi, fu il ‘Concerto degli alunni licenziati dal Liceo Musicale’ che si tenne il 14 febbraio, con alcuni pezzi sinfonici diretti da Pinelli, fra cui il Concerto per pianoforte e orchestra di Bajardi, ormai giovane promessa della scuola compositiva romana.
Si ha notizia inoltre di altre manifestazioni a sostegno dei compositori italiani come, per esempio, la promozione di tre concerti monografici integralmente dedicati alle composizioni di tre musicisti italiani fra cui lo stesso Bajardi, che si cimentò in un recital integrale composto esclusivamente di sue composizioni pianistiche il 5 marzo 1899:
Sonata
Improvviso
Notturno
Filatrici
Valzer
Capriccio.

Il Conte Enrico di San Martino e Valperga fu una importante figura del mondo culturale romano ed italiano che giudò l'Accademia di Santa Cecilia dal 1895 al 1947 anno della sua scomparsa e a cui Bajardi, con nota autografa, inviò in omaggio nel novembre del 1906 due sue composizioni Chant de Bergers- Novelletta per pianoforte e Fantasia-Improvviso per pianoforte.

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Conte Enrico di San Martino e Valperga

Quella del Conte di San Martino è una figura poco conosciuta dal grande pubblico, poco e nulla studiata. Si deve a lui la creazione, nel 1908, dell' Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma. Il conte di San Martino poi fu anche Presidente dell'Esposizione del 1911 e senatore del Regno d'Italia. Il suo impegno politico contribuì ala nascita della scuola di cinematografia, oggi Centro sperimentale di cinematografia, e quella di recitazione intitolata a Eleonora Duse, l’odierna Accademia Nazionale d’arte drammatica a testimonianza della vastità di vedute di questo importante personaggio della vita culturale romana.

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dedica autografa di F. Bajardi 1906

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Vittorio Emanuele III e il Conte Enrico di San Martino e Valperga -
Vittorio Emanuele III inaugura la Terza Quadriennale d'Arte Nazionale al Palazzo delle Esposizioni

Opere di Francesco Bajardi:
• Trois Morceaux: Chant d'Amour - Gavotte - Feuille d'Album (con dedica al conte Giuseppe Lanza di Mazzarino)
• Preludi per pianoforte (A le signorine Elisa e Antonietta Amati)
• Ballata in Do minore (A la signorina Fanny Allievi)
• Sonata per pianoforte
• Chant de Bergers - Novelletta (A la signorina Elena Incisa di Camerano)
• Fantasia-Improvviso (A la signorina Maria Lippi)
• Valse Caprice op. 4
• Toccata op.10 (Alla Contessa Virginia di Somaglia)
• 3.me Nocturne op.11 (A la signora Maria Emma Luzzatto)
• Improvviso
• Notturno
• Filatrici
• Valzer
• Capriccio
• Romanza
• Concerto per pianoforte e orchestra.

Francesco Bajardi fu docente di pianoforte al Conservatorio S. Cecilia in Roma.
Il Conservatorio istituito nel 1919 succedeva al Liceo musicale di Roma e ancora prima, ad opera del M.°Sgambati, alla Scuola per giovani non abbienti che intendessero dedicarsi allo studio della musica, presso la pontificia Accademia di S. Cecilia.

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Sala Accademica Conservatorio S. Cecilia Roma

Il M.° Sgambati insieme al M.° Spinelli, nel 1870, avevano ottenuto dei locali in via dei Greci (attuale sede del Conservatorio di S. Cecilia) proprio per la meritoria iniziativa didattica.

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chiostro interno

Francesco Bajardi nel 1926 fu componente di una delle dieci commissioni ministeriali incaricate di redigere i programmi di esame dei vari corsi di strumento. Si occupò dei programmi di pianoforte e organo insieme a Francesco Cilea, Alfredo Casella, Remigio Renzi, Florestano Rossomandi, Ernesto Consolo e Luigi Ferrari-Trecate. Le dieci commissioni agirono sotto la supervisione di una commissione preposta alla formulazione dei criteri direttivi e al coordinamento dei lavori formata dai Maestri Ildebrando Pizzetti, Francesco Cilea, Giuseppe Mulè, Vincenzo Tommasini, Alberto Franchetti e Alfredo Casella. I verbali di questi lavori sono conservati presso l'Archivio Centrale di Stato.

Gli allievi del Bajardi hanno ricordato con affetto e grande dedizione il loro Maestro: Dante Alderighi da Taranto, Mario Bartoccini che è noto per aver scritto con Aldo Mantia un manifesto futurista sull'improvvisazione musicale (1921), Carlo Zecchi il quale giudicò sempre prezioso lo studio con Francesco Bajardi, e che riconosceva in quel suo primo maestro soprattutto una inclinazione poetica, tratto che lo metteva in competizione con Sgambati, allora idolo del pubblico romano.
E' di Carlo Zecchi una rara incisione del 1926 della Ballata in do minore di Bajardi.

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Ballata in do Minore di F. Bajardi, incisione del 1926, pianista Carlo Zecchi Download file


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Carlo Zecchi

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Carlo Zecchi

Francesco Bajardi morì a Roma il 17 settembre 1934. La casa natale di Isnello, in Corso Vittorio Emanuele, espone una targa commemorativa dei suoi natali madoniti e la storica Banda Musicale di Isnello è intitolata al suo nome.

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Isnello - Corso Vittorio Emanuele

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Storica banda Musicale F. Bajardi Isnello in corteo

Prof.ssa Maria Rosa Mazzola
18 02 2011


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16.02.11

Diario di bordo per i gruppi di lavoro Opere liriche 3 A-B-C

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Diario di Bordo per i gruppi 1, 2, 3 e 4 delle classi 3A - 3B - 3C 2010-11

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09.02.11

Celebrazioni in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

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02.02.11

Tutorial Photo Flash Maker

Tutorial per la gestione del software Photo Flah Maker.
Software per la gestione audio/video delle immagini.
Buon lavoro!

Prof.ssa M.R. Mazzola

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tabella sitografia per tutte le classi sez. A B C

Scaricare la tabella Sitografia in formato doc.
Usare la tabella per tracciare la vostra navigabilità nel web, in tutte le vostre ricerche scolastiche.
Buon lavoro!

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Prof.ssa M.R.Mazzola

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09.01.11

150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico MATERIALI

MATERIALI

In questa sezione troverete articoli, musiche, immagini, video.

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LA NASCITA DI UNA NAZIONE
di Maria Rosa Mazzola

Nella seconda metà del secolo XIX, in Europa, nasce una nuova nazione: l’Italia.
Formalmente e istituzionalmente l’Italia fu dal 1861 e poi con maggiore totalità , dal 1870, quello che erano già la maggior parte degli stati europei di allora: una complesso di elementi dotato ovunque sul proprio territorio delle medesime funzioni, leggi e istituzioni con la tendenza ad organizzare, in modo unitario, la maggior parte di coloro che parlavano italiano, tutti rappresentati in modo alquanto omogeneo da un esercito, una scuola, un sovrano e un Parlamento.
Altre due grandi etnie europee avevano conseguito, più o meno nello stesso periodo, lo stesso risultato di unità nazionale: la Grecia e la Germania.
Con qualche differenza, però tale da far meglio comprendere la particolarità del nostro caso.

La Grecia era stata, per secoli, tutta suddita alla dominazione ottomana: aveva conosciuto molto meno dell’Italia frammentazioni e particolarismi. Essa, inoltre, aveva mantenuto due forti elementi di unitarietà: la lingua e la religione (greco-ortodossa), due influenti fattori che, sotto il dominio ottomano, erano stati protagonisti di resistenza e di spinta all’unità nazionale. Quando, nel 1830 con l’aiuto delle grandi potenze Francia, Inghilterra e Russia, fu proclamata l’indipendenza della Grecia, essa diede origine ad un paese fragile, politicamente insicuro ed economicamente sfiancato ma senza gravi problemi di identità nazionale.

L’unità tedesca nacque sotto il segno dell’egemonismo prussiano. Questo fatto, avrebbe provocato, più avanti gravi e profondi ricadute, ma nell’immediato, ebbe l’effetto di cementare in un blocco unico le classi sociali tedesche. Inoltre, la religione protestante che usava la lingua tedesca e aveva avvicinato le fasce della popolazione continuava ad esercitare un potente effetto di coesione nazionale, più che da noi dove si leggevano i libri sacri ancora in latino. Inoltre il fattore di alfabetizzazione delle popolazioni di lingua tedesca, più elevato che da noi, contribuiva anch’esso alla unitarietà culturale.

La nascita della nazione Italia faceva parte di quel processo di reazione alle logiche e ai sistemi della Santa Alleanza che cercavano di imporre ai popoli principi estranei alla loro più profonda identità (l’indiscutibile legittimità dei sovrani, il rispetto assoluto della religione, il carattere inviolabile e indiscutibile delle istituzioni).
Gli Italiani provarono orgoglio per la riconquistata unità e indipendenza e per essere considerati, finalmente, a pari dignità con le grandi potenze europee, ma ebbero altrettanto presto la percezione della gravità dei problemi da affrontare: a cominciare dalla scelta della città capitale per continuare con tutte le questioni di carattere socio-culturale.
In primo luogo il divario fra Nord e Sud, la cosiddetta questione meridionale e in secondo luogo l’urgenza di alfabetizzazione e scolarizzazione dell’intera popolazione nazionale. Popolazione semianalfabeta, distinta nella lingua da tanti dialetti e senza coscienza nazionale.

Prima ancora che vi riuscisse la scuola unica e obbligatoria a rendere uniti culturalmente e con coscienza di nazione le varie comunità dei paesi dell’Italia vi riuscì in modo quasi inconsapevole la Musica. Musica e teatro come scuola per un popolo semianalfabeta. Sin dagli anni Venti dell’Ottocento i librettisti di Rossini e Donizetti, ignari di quanto sarebbe poi accaduto, si vedevano attribuire intenzioni politiche ogni volta che citavano la parola “patria”, “popolo”, “tiranno” e così via. L’alleanza arte e politica divenne quasi automatica dopo il Quarantotto: il canto patriottico e le opere ispirate al sentimento patriottico servirono alla causa nazionale.
Se la diffusione delle idee risorgimentali ebbe la stampa come mezzo di comunicazione principale per gli intellettuali, l’opera lirica si incaricò, in quanto forma d’arte «popolare», di diffondere, grazie alle parole del libretto non meno che in forza delle note musicali, il verbo patriottico, caricando di significati le parole «libertà» (dallo straniero), «patria», «unità» (dell’Italia), «Dio». Questi termini ebbero decisiva importanza (insieme a «onore» e «gloria») nel vocabolario dei poeti, da una parte, e nel glossario dei censori dall’altra. Il teatro d’opera fu il luogo, pur nella variopinta stratificazione sociale (platea, palchetti, loggione), dove le idee risorgimentali trovarono terreno fertile per svilupparsi.
E se il pieno sviluppo giunge con la figura di Giuseppe Verdi, esponente conclamato del risorgimento musicale, ancora prima di Verdi e dopo, gli ideali patriottici ebbero modo di esprimersi attraverso le musiche di altri compositori insospettabili in questa veste e spesso ignari di tale responsabilità.
Il melodramma fu il vero specchio della società ottocentesca, dalla nobiltà alla borghesia grande e media al basso ceto come una vera e propria “vetrina sociale” rappresentativa e «popolare» dell’epoca.

Non meno importanti furono e sono ancora i canti popolari che hanno sostenuto la lotta per l’Unificazione e i canti di lode alla patria Italia degli anni successivi.


(Tratto da: Albert Asor Rosa - Storia Europea della letteratura italiana tra Ottocento e Novecento - Le Monnier Scuola e Francesco Cento - Chi per la patria muor Alma si rea non ha -inEdition Editrice).

DOCUMENTI STORICI studioso_anim.gif

Cronologia Risorgimento italiano Download file

Protagonisti del Risorgimento Download file

Figurine Panini del 1975 Il Risorgimento italiano Download file

DOCUMENTI LETTERATURA E ARTE studioso_anim.gif

Giovanni Pascoli - Poemi del Risorgimento Download file

Filippo Liardo - Un pittore garibaldino a Palermo
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I tesori del caffè Aragno a Roma Download file


LIBRETTI D'OPERA
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NABUCCO di G. Verdi Download file

MACBETH di G. Verdi Download file

AIDA di G. Verdi Download file

I PURITANI di V. Bellini Download file

ANDREA CHèNIER di U. Giordano Download file

ATTILA di G. Verdi - Programma di sala del Teatro La Fenice di Venezia Download file

AUDIO OPERE LIRICHE studioso_anim.gif

Nabucco - Va Pensiero
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Nabucco - Ouverture Download file

Macbeth - Sinfonia
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Macbeth - Coro Patria oppressa!
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Macbeth - la patria tradita
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Attila - Cara patria, sì madre e reina
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Attila - Finch' ad Ezio rimane la spada
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Andrea Chènier - Un dì all'azzurro spazio (F. Corelli)
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Andrea Chènier - Nemico della patriaDownload file

Aida - Salvator della patriaDownload file

Aida - O patria miaDownload file

Aida - O terra addioDownload file

Aida - marcia trionfaleDownload file

I Puritani -SinfoniaDownload file

I Puritani - Suoni la tromba e intrepidoDownload file

I Puritani - A te o cara (A. Bocelli)Download file

L'Italiana in Algeri - Pensa alla patria(T. Berganza)
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I Lombardi alla prima crociata - ouverture
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I vespri siciliani - Addio mia patriaDownload file

I vespri siciliani -OuvertureDownload file

Tancredi - SinfoniaDownload file


Giovanna d'Arco -Sempre all'alba ed alla sera
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La battaglia di Legnano - SinfoniaDownload file

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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico CANTI PATRIOTTICI

Istruzioni metodologiche:

Ogni studente della cl@sse 2.0 2A dovrà scegliere e trattare due canti patriottici tra quelli indicati sotto e svolgere le attività di laboratorio delle sezioni LABORATORIO CANTI PATRIOTTICI, LABORATORIO GLOSSARI e LABORATORIO CREATIVITA' avendo cura di rispettare i modi e i tempi di consegna previsti nel documento flusso di progetto.

La sezione MATERIALI è dedicata a tutti i gruppi e perciò anche al gruppo seconda cl@sse 2.0 per disporre di alcune risorse di partenza.

I Forum, la Chat e la sezione Messaggi della piattaforma ci permetteranno di interagire nello svolgimento del progetto.
_________________________________________________________________


Canti popolari della patria - Cl@sse 2.0 2A

• Inno di Mameli
• La ronda
• Inno della Repubblica partenopea
• Inno nazionale
• Inno degli studenti del ‘48
• Inno del ‘48
• La stella dei soldati
• La bandiera tricolore
• I tre colori
• Inno a Garibaldi
• Io vorrei che a Metternicche
• Garibaldina
• Garibaldi fu ferito
• Ai morti per la patria
• La bella Gigogin
• L’addio del volontario toscano
• A Tonina Marinello
• All’armi! All’armi!
• Delle spade il fiero lampo
• Camicia rossa
• La rondinella di Mentana
• Inno di Oberdan
• Addio del volontario
• L’addio del bersaglier
• Viva l’Italia.

Buon lavoro!
Prof.ssa M. R. Mazzola

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Inno a Garibaldi

Compositore: Alessio Olivieri

Paroliere: Luigi Mercantini

All'armi! All'Armi!

Si scopron le tombe, si levano i morti

i martiri nostri son tutti risorti!

Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,

la fiamma ed il nome d'Italia nel cor:

corriamo, corriamo! Sù, o giovani schiere,

sù al vento per tutto le nostre bandiere

Sù tutti col ferro, sù tutti col foco,

sù tutti col nome d'Italia nel cor.

Va' fuori d'Italia,

va' fuori ch'è l'ora!

Va' fuori d'Italia,

va' fuori o stranier!

La terra dei fiori, dei suoni e dei carmi

ritorni qual'era la terra dell'armi!

Di cento catene le avvinser la mano,

ma ancor di Legnano sa i ferri brandir.

Bastone tedesco l'Italia non doma,

non crescono al giogo le stirpi di Roma:

più Italia non vuole stranieri e tiranni,

già troppi son gli anni che dura il servir.

Va' fuori d'Italia, etc...

Se ancora dell'Alpi tentasser gli spaldi,

il grido d'allarmi darà Garibaldi,

e s'arma -allo squillo che vien da Caprera-

dei Mille la schiera che l'Etna assaltò.

E dietro alla rossa avanguardia dei bravi

si muovon d'Italia le tende e le navi:

già ratto sull'arma del fido guerriero,

l'ardito destriero Vittorio spronò.

Va' fuori d'Italia, etc...

Per sempre è caduto degli empi l'orgoglio

a dir: Viva l'Italia, va il Re in Campidoglio!

La Senna e il Tamigi saluta ed onora

l'antica signora che torna a regnar.

Contenta del regno, fra l'isole e i monti,

soltanto ai tiranni minaccia le fronti:

dovunque le genti percota un tiranno,

suoi figli usciranno per terra e per mar!

Va' fuori d'Italia, etc...

Inno di Garibaldi mp3Download file

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Addio mia bella addio

Compositore: C. A. Bosi
Anno di composizione: 1848

1. Addio, mia bella, addio,
che l'armata se ne va,
e se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.
E se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.

2. La spada e le pistole,
lo schioppo l'ho con me,
ed allo spuntar del sole
io partirò da te.
Ed allo spuntar del sole
io partirò da te.

3. Il sacco è preparato,
e sull'omero mio sta.
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!

4. Ma non ti lascio sola,
ma ti lascio un figlio ancor:
sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.
Sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.

Addio mia bella addio .mp3Download file

Una curiosa versione di Addio mia bella addio arrangiata da Antonello Venditti Download file

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Camicia rossa

versi di Rocco Traversa
musica di Luigi Pantaloni


Quando la tromba sonava all'armi
con Garibaldi corsi a arruolarmi:
la man mi strinse con forte scossa
e mi diè questa camicia rossa!
E dall'istante che t'indossai,
le braccia d'oro ti ricamai!
Quando a Milazzo passai sergente,
Camicia rossa, camicia ardente!...
Porti l'impronta di mia ferita,
Sei tutta lacera, tutta scucita:
Per questo appunto mi sei più cara,
Camicia rossa, camicia rara!
Tu sei l'emblema dell'ardimento,
Il tuo colore mette spavento:
Fra poco uniti saremo a Roma,
Camicia rossa, camicia indoma!
Fida compagna del mio valore,
Par che tu intenda la mia favella,
S'io ti contemplo mi batte il core;
Camicia rossa, camicia bella.
Là sul Volturno, di te vestito,
tu sei la stessa che allor vestia,
camicia rossa, camicia mia.
Con te sul petto farò la guerra
ai prepotenti di questa terra
mentre l'Italia d’eroi si vanta,
camicia rossa, camicia santa
Ed all'appello di Garibaldi
e di quei mille suoi prodi e baldi,
daremo insieme fuoco alla mina,
camicia rossa garibaldina!
Se dei Tedeschi nei fieri scontri
vien che la morte da prode incontri,
chi sa qual sorte ti sia serbata,
camicia rossa, camicia amata!
* * * * * * * *
Camicia rossa Download file

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Io vorrei che a Metternicche

(canto dei volontari toscani del 1848)

Io vorrei che a Metternicche
gli tagliasser le basette;
vorrei farne le spazzette
per le scarpe del su' re.
Io vorrei che a Metternicche
gli tagliasser le budelle;
vorrei farne le bretelle
per le brache del su’ re.
Io vorrei che a Metternicche
gli mozzassero la testa:
vorrei farne una gran festa
nel palazzo del su' re.
* * * * * * * *
Io vorrei che a Metternicche mp3 Download file
* * * * * * * *

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La bandiera dei tre colori

E la bandiera di tre colori
sempre è stata la più bella:
noi vogliamo sempre quella,
noi vogliam la libertà!
E la bandiera gialla e nera
qui ha finito di regnare,
la bandiera gialla e nera
qui ha finito di regnare
Tutti uniti in un sol patto,
stretti intorno alla bandiera,
griderem mattina e sera:

La bandiera dei tre colori mp3 Download file

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A Tonina Marinello

L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
Con la faccia rivolta alla marina
perchè pensi a Venezia e al lido amato.
Era bella, era bionda, era piccina,
ma avea un cor di leone e da soldato
di leone e da soldato!
L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
E se non fosse ch'era nata donna
or sarìa scolpita sulla tomba
e poserebbe sul funereo letto
con la medaglia del valor sul petto
con la medaglia del valor sul petto
Ma che val ma che vale tutto il resto...
pugnò con Garibaldi...
pugnò con Garibaldi...
e basti questo...
e basti questo!
L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
* * * * * * * *
A tonina Marinello mp3 Download file

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La ronda

O giovani ardenti d'italico ardore
serbate il valore pel dì del pugnar!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Stringiamoci assieme di trombe allo squillo,
giuriam sul vessillo, vittoria o morir!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Stringiamoci assieme, ci unisca un sol patto,
del dì del riscatto l'aurora spirò!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Zitti, silenzio, passa la ronda.
Zitti, silenzio, chi va là?
Plan rataplan rataplan plan plan
Plan rataplan rataplan plan plan
Plan rataplan rataplan plan plan
Chi va là?
Viva l'unione, la libertà!
Viva l'unione, la libertà!
* * * * * * * *

La ronda, O giovani ardenti mp3 Download file

Questo inno (conosciuto anche come Inno degli studenti Pisani) è cantato in questo clip su parole diverse da quelle originarie, che inneggiavano a Pio Nono (Evviva l'Italia-Evviva Pio Nono- etc.); c'era inoltre una strofa inneggiante addirittura a Leopoldo II di Lorena, granduca di Toscana: "O prence Leopoldo - invitaci all'armi - tra bellici carmi - sapremo pugnar". In questa forma fu cantato nel 1847 e nei primi mesi del '48, finché le vicende belliche non lo superarono.

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La bella Gigogin

Musica di Paolo Giorza - versi di anonimo

Canzone popolare patriottica del Risorgimento italiano, musicata dal maestro Giorza, risale al tempo della seconda guerra d'Indipendenza. Fu eseguita la prima volta al teatro Carcano, a Milano, la notte di S.Silvestro, il 31 dicembre del 1858, e diventò subito popolare come canzone di protesta contro gli austriaci e di auspicio all'unità d'Italia. E' diventata la canzone ufficiale del corpo dei Bersaglieri.

Rataplan! Tamburo io sento
che mi chiama alla bandiera.
Oh che gioia, oh che contento,
io vado a guerreggiar!
Rataplan! Non ho paura
delle bombe e dei cannoni,
io vado alla ventura,
sarà poi quel che sarà.
E la bela Gigogin
col tromilerilerela,
la va a spass col sò spincin,tromilerilerà.
D quindici anni facevo all'amore.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
A sedici anni ho preso marito.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
A diciasette mi sono spartita.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
La ven, la ven, la ven alla finiestra.
l'è tutta, l'è tutta, l'è tutta insipriada.
la dis, la dis, la dis che l'è malada
per non, per non, per non mangiar polenta,
Bisogna, bisogna, bisogna avè pazienza,
lassala, lassala, lassala maridà.
Le baciai, le baciai il bel visetto.
Cium, cium, cium!
La mi disse, la mi disse: -Oh che diletto,
Cium, cium, cium!
Là più in basso, là più in basso in quel boschetto,
Cium, cium, cium!
andrem, andrem a riposar.
Ta-ra-ra-tà-tà.
* * * * * * * *

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Garibaldina

Grido di guerra dei volontari Italiani, poesia di FRANCESCO DALL'ONGARO musica di EMILIO PIERACCINI


Il dardo è tratto, di terra in terra
suona l'allegro squillo di guerra;
l'Italia è sorta dall'Alpi al Faro,
e vuol col sangue che l'è più caro
segnar le tracce dei suoi confini.
Al nostro posto, Garibaldini!
Avanti, urrà!
L'Italia va!
Fuori, stranieri,
fuori di qua !
Una camicia di sangue intrisa
basta al valore per sua divisa;
a darsi un'arma che non si schianti
basta un anello dm' ceppi infranti!
ogni arma è buona con gli assassini.
A ferro freddo, Garibaldini !
Avanti, urrà! ecc.
Non dietro ai muri, non entro ai fossi,
ma in campo aperto, diavoli rossi;
chi vuol cannoni, vada e li prenda,
come torrente che d'alto scenda,
come valanga di gioghi alpini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Pochi, ma buoni. L'Italia affronta
le avverse squadre, ma non le conta;
come i trecento devoti a morte,
che della Grecia mutar la sorte,
marciam compatti, feriam vicini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Poveri e ricchi, dotti ed ignari,
dinanzi al fuoco, tutti siam pari.
Pari nel giorno del gran conflitto,
saremo pari dinanzi al dritto.
Siamo soldati, ma cittadini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Oggi guerrieri, doman colòni,
senza Medaglie, senza galloni!
Giurammo a Italia la nostra fede;
la libertade ci fia mercede,
come agli antichi padri latini.
A ferro freddo Garibaldini.
Avanti, urrà! ecc.
* * * * * * * *

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I tre colori

E lo mio amore sé n'è ito a Siena,
portommi il brigidin di due colori:
il càndido è la fè che c'incatena,
il rosso è l'allegria de' nostri cuori.
Ci metterò una foglia di verbena
ch'io stessa alimentai di freschi umori.
E gli dirò che il verde, il rosso e il bianco
gli stanno ben con una spada al fianco,
e gli dirò che il bianco, il verde e il rosso
vuol dir che Italia il giogo suo l'ha scosso,
e gli dirò che il rosso, il bianco e il verde
gli è un terno che si gioca e non si perde.

* * * * * * * *

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Tre colori

di FrancescoTricarico
esecuzione con il coro Si La Sol a Sanremo 2011

Mezza luna cilentana
nebbia padana
soldatini non ne abbiamo più.
Tutti pronti sull’attenti
partono i fanti
colorati con le giacche blù.

Quelli nella nebbia hanno una bandiera verde
ricorda che la nostra tre colori ha.

La battaglia è già iniziata
buona giornata
cannoncini con le bocche in su.
Partiremo noi da dietro
con l’aiuto di San Pietro
il destino poi ci guiderà.

Quelli sul confine hanno una bandiera rossa
ricorda che la nostra tre colori ha,
quelli nella nebbia hanno una bandiera verde
ricorda che la nostra tre colori ha.

Soldatini di frontiera
mille madri aspettano
cercate di non farvi fucilar.
Questa storia è stata scritta
e già studiata
pensavate di doverla ripassar?

Quelli in cima al monte hanno una bandiera bianca
ricorda che la nostra tre colori ha.
Verde la speranza rosso il sangue di frontiera
neve biancaneve i cuori abbraccerà.

Tre colori come i fiori
non son per caso
ta tarà tarà tarà tarà.

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Garibaldi fu ferito

Una delle numerose canzoni che ebbero notevole diffusione dopo il ferimento di Garibaldi sull'Aspromonte, il 29 agosto 1862, da parte delle truppe regie.


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Suona la tromba

SUONA LA TROMBA, ultimo canto di GOFFREDO MAMELI, musica di MICHELE NOVARO

Suona la tromba: ondeggiano
le insegne gialle e nere.
Fuoco! perdio, sui barbari,
sulle vendute schiere.
Già ferve la battaglia
al Dio dei forti, osanna!
le baionette in canna
è giunta l'ora di pugnar!
Non deporrem la spada
non deporrem la spada,
finchè sia schiavo un angolo
dell'itala contrada.
Non deporrem la spada
non deporrem la spada,
finchè non sia l'Italia
una dall'Alpi al mar.
Avanti.!... Viva Italia,
viva la gran risorta:
se mille forti muoiono,
dite, che è ciò? Che importa
se a mille a mille cadono
trafitti i suoi campioni?
Siam ventisei milioni
e tutti lo giurar:
Non deporrem la spada
etc...
Sarà l'Italia. Edìfica
su la vagante arena
Chi tenta opporsi, miseri,
sui sogni lor la piena
Dio verserà del popolo!
Curvate il capo o genti:
la speme dei redenti,
la nuova Roma appar.
Non deporrem la spada
etc...
Fin che rimanga un braccio
dispiegherassi altera,
segno ai redenti popoli,
la tricolor bandiera.
che, nata tra i patiboli,
terribile discende
fra le guerresche tende
dei prodi che giurar
di non depor la spada
etc...
Sarà l'Italia - e tremino
gli ignavi e gli oppressori
Suona la tromba e fervono
d'ardore i nostri cori:
Dio pugnerà col popolo
Curvate il capo, o genti,
la speme dei redenti,
la nuova Roma appar.
Non deporrem la spada
etc...
Noi lo giuriam pei martiri,
uccisi dai tiranni,
pei sacrosanti palpiti,
compressi in cor tant'anni,
e questo suol che sanguina
il sangue degli eroi,
al cielo, ai figli tuoi
ci sia solenne altar.
Non deporrem la spada
etc...


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Inno a Oberdan


Impugna le bombe d'Orsini,
prepara il pugnale alla mano,
a morte l'austriaco sovrano!
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo spezzare per sempre
la dura servile catena;
a morte gli Ausburgo-Lorena!
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo gridar: Viva Italia!
vogliamo al dolore uno sfogo!
Squassiamo l'austriaco giogo,
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Sul nodo che il collo ti serra
giuriamo "faremo vendetta"!,
fratelli, già l'ora s'affretta
in cui riavrem la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo schiacciar sotto il piede
l'odiata austriaca insegna;
già l'ora è vicina e segna
la degna fine di Franz Josèph!
A morte Franz! Viva Oberdan!
Già fiere, superbe, s'avanzano
impavide le itale squadre.
Invan non t'invocammo, o madre,
o Italia, noi torniamo a te!
A morte Franz! Viva Oberdan!
* * * * * * * *

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Inno della Repubblica partenopea

Bell'Italia, ormai ti desta;
Italiani, all'armi! all'armi;
Altra sorte a noi non resta
Che di vincere o morir.
Dalla terra dei delitti
mosse il passo il Franco audace;
e nel sen di nostra pace
venne l'empio ad infierir.
Non ha fede non ha leggi,
Non ha tempio non ha nume;
Di rapine di saccheggi
Pasce l'empio infame cor.
Coi diritti dei ladroni
Scuote i troni e spoglia il tempio,
E tranquilla in tanto scempio
Non ti desti, Italia,ancor?
Già Fernando in campo affretta
Mille schiere in sua difesa:
Che più tardi? Alla vendetta
desta, Italia , il tuo valor.
Nella terra dei delitti
Si respinga il Franco audace;
Speri tregua, speri pace
Da si barbaro oppressor?
* * * * * * * *

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Inno degli studenti del '48

Quanta schiera di gagliardi,
quanto riso ne' sembianti,
quanta gioia negli sguardi
vedi in tutti scintillar!
D'impugnar moschetto e spada,
primi a offrire il nostro petto,
di salvar questa contrada
giuriam tutti nel Signor.
* * * * * * * *


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Viva l'Italia

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.

Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.

Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.

Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.

Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

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08.01.11

150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico CANTO DEGLI ITALIANI


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Michele Novaro (1822-1885), genovese, ebbe breve carriera di cantante, ma fu notevole didatta e discreto compositore di melodrammi.

In gioventù cantò in due opere di Donizetti: nella Linda di Chamounix (1842) e nella Maria di Rohan (1843); in seguito condusse una apprezzabile carriera di secondo tenore al regio di Torino.

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Ai giorni nostri è famoso per aver composto la musica dell’inno patriottico Canto degli italiani (1847), con i versi di Goffredo Mameli, meglio conosciuto come Fratelli d’Italia. Dal 1946 al 2006 è stato l’inno nazionale “provvisorio” della Repubblica italiana (spesso fu proposto di sostituirlo con il Va pensiero verdiano): ora, per decreto, è stato riconosciuto definitivamente come nostro inno.

Narra la leggenda che una sera di settembre del 1847, durante una riunione tra patrioti e appassionati di musica a Torino, il pittore genovese Ulisse Borzino portò a Novaro la bozza del Canto degli Italiani che gli mandava Mameli. Novaro improvvisò subito una marcia; durante la notte perfezionò l’unica sua opera che lo renderà famoso ai posteri.

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In quello stesso periodo Mameli fu il destinatario d’un breve carteggio con Mazzini, il quale chiedeva al poeta, in una lettera del 6 giugno 1848 (allegando una nota di Verdi), un inno patriottico che poi il maestro avrebbe musicato. Il testo fu scritto e l’inno musicato: ebbe (ed ha ) il nome di Suona la tromba. Verdi lo mandò al grande patriota italiano accompagnandolo con queste parole: «Ho cercato d’essere più popolare e facile che mi sia stato possibile. Fatene quell’uso che credete: abbruciatelo anche se lo credete degno […] Possa quest’inno, fra la musica del cannone, essere presto cantato nelle pianure lombarde. Ricevete un cordiale saluto di chi ha per voi tutta la venerazione».

La testimonianza più nota, sulla nascita dell'inno, è quella resa da Carlo Alberto Barrili, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli.

Siamo a Torino: "Colà, in una sera di mezzo settembre, in casa di Lorenzo Valerio, fior di patriota e scrittore di buon nome, si faceva musica e politica insieme. Infatti, per mandarle d'accordo, si leggevano al pianoforte parecchi inni sbocciati appunto in quell'anno per ogni terra d'Italia, da quello del Meucci, di Roma, musicato dal Magazzari - Del nuovo anno già l'alba primiera - al recentissimo del piemontese Bertoldi - Coll'azzurra coccarda sul petto - musicata dal Rossi. In quel mezzo entra nel salotto un nuovo ospite, Ulisse Borzino, l'egregio pittore che tutti i miei genovesi rammentano. Giungeva egli appunto da Genova; e voltosi al Novaro, con un foglietto che aveva cavato di tasca in quel punto: - To' gli disse; te lo manda Goffredo. - Il Novaro apre il foglietto, legge, si commuove. Gli chiedono tutti cos'è; gli fan ressa d'attorno. - Una cosa stupenda! - esclama il maestro; e legge ad alta voce, e solleva ad entusiasmo tutto il suo uditorio. - Io sentii - mi diceva il Maestronell'aprile del '75, avendogli io chiesto notizie dell'Inno, per una commemorazione che dovevo tenere del Mameli - io sentii dentro di me qualche cosa di straordinario, che non saprei definire adesso, con tutti i ventisette anni trascorsi. So che piansi, che ero agitato, e non potevo star fermo. Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse quel povero strumento, sempre cogli occhi all'inno, mettendo giù frasi melodiche, l'un sull'altra, ma lungi le mille miglia dall'idea che potessero adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenni ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c'era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio: lo scrissi su d'un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani: nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l'originale dell'inno Fratelli d'Italia."


Testo dell'Inno d'Italia

Fratelli d'Italia (01)
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? (02)
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte (03)
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi. (04)
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme: (05)
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore (06)
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio (07)
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano, (08)
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla, (09)
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute: (10)
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco, (11)
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

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(01)
La cultura di Mameli è classica ed è forte in lui il richiamo alla romanità. L'Italia, ormai pronta alla guerra contro l'Austria, si cinge la testa, in senso figurato, (s'è cinta la testa) con l'elmo dell'eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C. sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente sconfitta di Canne e concludendo la seconda guerra punica. Dopo la disfatta, Cartagine sottoscrisse il trattato di pace con Roma per evitare la totale distruzione.
(02)
Qui l'autore si riferisce al fatto che la Dea Vittoria fu già schiava di Roma per volere divino, ed ora la invita ad inchinarsi alla nuova Italia ed a Roma (le porga la chioma).
(03)
La coorte era la decima parte della Legione Romana.
(04)
Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette Stati.
(05)
Mameli manifesta la sua speranza (speme) che l'Italia si raccolga attorno ad una unica Bandiera perchè l'ora di fondersi assieme è già suonata.
(06)
Qui l'autore, mazziniano e repubblicano convinto, traduce il disegno politico di amore ed unione di Giuseppe Mazzini, creatore della "Giovine Italia" e della "Giovine Europa".
(07)
Il verso "Uniti per Dio" in alcune versioni appare come "Uniti con Dio", per non essere confusa con l'espressione popolare e quasi blasfema "per Dio" ancora oggi in uso nel linguaggio popolare italiano. Nel poema però il verso è derivato da un francesismo che significava "da Dio" o "attraverso Dio".
(08)
In questa strofa, Mameli ripercorre sei secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa (ovunque è Legnano). Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci (ogn'uom di Ferruccio ha il cor, la mano). Dieci giorni prima della capitolazione di Firenze (2 agosto) egli aveva sconfitto le truppe nemiche a Gavinana. In Firenze fu ferito, catturato ed ucciso da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo dello straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto".
(09)
La figura di Balilla (I bimbi d'Italia si chiaman Balilla), sebbene non accertata storicamente, rappresenta il simbolo della rivolta popolare di Genova contro gli austro-piemontesi. Dopo cinque giorni di lotta, il 10 dicembre 1746 la città è finalmente libera dalle truppe austriache che l'avevano occupata e vessata per diversi mesi . Il verso "Il suon d'ogni squilla i Vespri suonò" invece si riferisce al fatto accaduto la sera del 30 marzo 1282, quando tutte le campane della città di Palermo chiamarono il popolo ad insorgere contro i Francesi di Carlo d'Angiò, e quelle giornate di lotta furono chiamate I Vespri Siciliani.
(10)
L'Austria era in declino e le truppe mercenarie (le spade vendute) apparivano deboli come giunchi (son giunchi che piegano). Con questa strofa Mameli lo sottolinea fortemente tanto che in origine fu censurata dal governo piemontese.
(11)
L'Austria, assieme alla Russia (il cosacco), aveva crudelmente smembrato la Polonia (bevè col cosacco), ma il sangue dei due popoli oppressi (il sangued'Italia, il sangue Polacco) si fa veleno che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo.

Commento al testo tratto dal sito del Quirinale www.quirinale.it

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Canto degli Italiani


Roberto Benigni canta 'a modo suo' l'inno nazionale: Fratelli d'Italia nel corso della trasmissione "Sanremo 2011" in occasione del 150° dell'unità d'Italia....

L'inno d'Italia spiegato da Roberto Benigni - Sanremo 2011


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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico BIBLIOGRAFIA

SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI


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Albert Asor Rosa - Storia Europea della letteratura italiana tra Ottocento e Novecento - le Monnier Scuola

Francesco Cento - Chi per la patria muor alma si rea non ha - inEdition Editrice

Francis Toye - Giuseppe Verdi - Longanesi & C.

T. Maiorino, G. Marchetti Tricamo, A. Zagami - Fratelli d'Italia la vera storia dell'inno di Mameli - Mondadori

Fabrizio Della Seta - Italia e Francia nell'Ottocento - EDT

Elvidio Surian - manuale di Storia della Musica vol.III L'Ottocento: la musica strumentale e il teatro d'opera - Rugginenti

Giovanni Cortese - Aneddoti e curiosità musicali- CSA Editrice

M. Baroni, E. Fubini, P.Petazzi, P.Santi, G. Vinay - Storia della Musica - Einaudi

Prof.ssa Maria Rosa Mazzola

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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico SITOGRAFIA

SUGGERIMENTI SITOGRAFICI


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Inno di Mameli
http://www.radiomarconi.com/marconi/goffredo_mameli/navaro.html
http://www.youtube.com/watch?v=0qYk9Jt6MeA
http://it.wikipedia.org/wiki/Inno_di_Mameli

Cimitero monumentale di Staglieno Genova
http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_monumentale_di_Staglieno

Photo flash maker
http://www.photo-flash-maker.com/

Giuseppe Verdi
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Verdi

Nabucco
http://it.wikipedia.org/wiki/Nabucco
http://www.youtube.com/watch?v=ODnfv0MI4Hk

La Battaglia di Legnano di G. Verdi
http://it.wikipedia.org/wiki/La_battaglia_di_Legnano
http://www.youtube.com/watch?v=omylnDMuBrU (ouverture)

Battaglia di legnano
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Legnano

Aida
http://it.wikipedia.org/wiki/Aida
http://www.youtube.com/watch?v=AssDQbaIP_I (marcia trionfale)
http://www.youtube.com/watch?v=LveSri3pyQM (O Patria mia - M. Callas)

I vespri siciliani
http://it.wikipedia.org/wiki/I_vespri_siciliani
http://www.youtube.com/watch?v=pNMdfjN_Bxw (O Palermo, terra adorata - Giorgio Furlanetto)

Machbeth
http://it.wikipedia.org/wiki/Macbeth_(opera)
http://www.youtube.com/watch?v=6KbHJZ4r2vs&feature=related (Coro O patria oppressa)

http://www.youtube.com/watch?v=LRAEnIfb9dA (La patria tradita)

Giovanna D'Arco
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_d%27Arco_(opera)
http://www.youtube.com/watch?v=VJYNFBmxTaE&feature=related (Sempre all'alba e alla sera - June Anderson)

Attila
http://it.wikipedia.org/wiki/Attila_(opera)
http://www.youtube.com/watch?v=blVxVjcCk5M (Santo di patria - Joan Sutherland)

http://www.youtube.com/watch?v=oSL3vftP8sc (Cara Patria già madre e reina- veriano Luchetti, Arena di verona)

Ilombardi alla prima crociata
http://it.wikipedia.org/wiki/I_Lombardi_alla_prima_crociata
http://www.youtube.com/watch?v=mMVUv57TzVQ (Coro O Signore dal tetto natio - Teatro Colòn di Buenos Aires 2005)

Gioacchino Rossini
http://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Rossini

L'Italiana in Algeri
http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Italiana_in_Algeri
http://www.youtube.com/watch?v=DAdWEn0vfFA (Pensa alla patria -Marilyn Horne)

Tancredi
http://it.wikipedia.org/wiki/Tancredi
http://www.youtube.com/watch?v=zgoxhWFmU04&playnext=1&list=PLC095DADA3E3E88DD&index=25 ( O patria! Dolce e ingrata patria - Vesselina Kasarova)

Vincenzo Bellini
http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Bellini

I Puritani
http://it.wikipedia.org/wiki/I_puritani
http://www.youtube.com/watch?v=V-ImYoaZbl4 (Suoni la tromba e intrepido - R. Muti Londra 1979)

Umberto Giordano
http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Giordano

Andrea Chènier
http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Chenier
http://www.youtube.com/watch?v=UlF4RFqdpq0&feature=related (Un dì all'azzurro spazio - F. Corelli)
http://www.youtube.com/watch?v=xTs5DDBLybw (Nemico della patria -Juan Pons)

Addio mia bella addio
http://ingeb.org/songs/addiomia.html
http://www.youtube.com/watch?v=LJjUNB_1Kck&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=a7S9_j2e8ZE

Inno di Garibaldi
http://www.youtube.com/watch?v=YoxC_6ed8xU&feature=related
http://it.wikipedia.org/wiki/Inno_di_Garibaldi

Prof.ssa Maria Rosa Mazzola

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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico OPERE LIRICHE

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Classe 3A

Nabucco di Giuseppe Verdi


TRAMA Parte I - Gerusalemme

Gli Ebrei riuniti nel tempio di Gerusalemme piangono la loro sconfitta nella guerra contro i babilonesi. Zaccaria, il Gran Sacerdote, li invita a non disperare perché il Dio di Israele ha dato un segno del suo potere: Fenena, la figlia del re assiro, è loro prigioniera. Il giovane Ismaele, nipote di Sedecia re d'Israele, reca la notizia dell'imminente arrivo di Nabucco e del suo esercito. Quando Zaccaria gli affida la custodia di Fenena, egli riconosce la fanciulla che l'ha salvato dalla prigione al tempo della sua missione di ambasciatore a Babilonia. Ismaele, che ama riamato la figlia del suo nemico, intende ora ricambiare tanta generosità ma, mentre sta per trarre in salvo la fanciulla, viene fermato da Abigaille - una schiava ambiziosa ritenuta la seconda figlia di Nabucco - che irrompe nel tempio alla testa di un manipolo di guerrieri assiri travestiti da ebrei. La donna propone al giovane, di cui è anch'essa innamorata, uno scambio: il suo amore contro la salvezza del popolo ebraico. Ma Ismaele la respinge. Una folla di ebrei in fuga cerca invano rifugio nel tempio invaso dai nemici. Nabucco giunge con i suoi fino alla sacra soglia e Zaccaria lo sfida avvertendolo che se tenterà di profanarla Fenena sarà uccisa. Il re dapprima finge di esitare ma poi, deciso a distruggere ad ogni costo il regno d'Israele, sfida il Sacerdote ed ordina agli ebrei di prostrarsi davanti a lui. Zaccaria reagisce alzando il pugnale su Fenena ma Ismaele ferma la sua mano e libera la fanciulla attirando su di sé l'ira del suo popolo, che lo accusa di tradimento. Nabucco ordina di saccheggiare il tempio, mentre Abigaille si ripromette di cancellare dalla faccia della terra il popolo maledetto cui appartiene l'uomo che l'ha respinta.

Parte II - L'empio

Abigaille, sola negli appartamenti reali, tiene fra le mani una pergamena sottratta a Nabucco, che attesta le sue umili origini di schiava. La sua rabbia esplode in una furia incontenibile alla notizia che Fenena, nominata Reggente dal padre, ha dato ordine di liberare tutti gli ebrei. Ormai Abigaille è decisa a tutto pur di impossessarsi del trono.
Zaccaria, prigioniero degli assiri, entra in una sala della reggia seguito da un Levita che reca le Tavole della Legge e, dopo aver sollecitato Iddio a parlare attraverso il suo labbro, si ritira.
Ismaele, convocato dal Pontefice per rispondere del suo tradimento, è maledetto dai Leviti, ma Anna, sorella di Zaccaria, lo difende; il giovane infatti non ha salvato la vita ad un'infedele bensì ad un'ebrea, giacché la figlia del re nemico si è nel frattempo convertita alla Legge.
La situazione precipita: in un rapidissimo susseguirsi di eventi Abigaille irrompe in scena con il suo seguito e pretende da Fenena la corona, ma Nabucco, creduto morto in battaglia, giunge e richiede per sé la corona. Poi comincia a deridere il Dio Belo, che avrebbe spinto i prigionieri a tradirlo, e dopo anche il Dio degli ebrei. Esige di essere adorato come l'unico Dio, minacciando di morte Zaccaria e gli ebrei se non si piegheranno al suo volere. Subito dopo il Dio degli Ebrei scaglia un fulmine sul suo capo, la corona cade al suolo e il re comincia a manifestare segni di follia. La corona viene prontamente raccolta da Abigaille.

Parte III – La profezia

Abigaille, seduta sul trono accanto alla statua d'oro di Belo, nei giardini pensili di Babilonia, riceve l'omaggio dei suoi sudditi. Quando il Gran Sacerdote le consegna la sentenza di condanna a morte degli ebrei, la regina si finge ipocritamente incerta sul da farsi. All'arrivo del re spodestato – in vesti dimesse e con lo sguardo smarrito – l'usurpatrice cambia atteggiamento e gli si rivolge con ironica arroganza, dando ordine di ricondurlo nelle sue stanze. Quindi lo avverte di essere divenuta la custode del suo seggio e lo invita perentoriamente a porre il regale suggello sulla sentenza di morte degli ebrei. Il vecchio re esita, Abigaille lo incalza accusandolo di viltà e alla fine Nabucco cede. Ma lo coglie un dubbio: che ne sarà di Fenena? Abigaille, implacabile, afferma che nessuno potrà salvare la fanciulla e gli ricorda che anch'essa è sua figlia. Ma il re la sconfessa: ella è solo una schiava. La donna trae dal seno la pergamena che attesta la sua origine e la fa a pezzi. Il re, ormai tradito e detronizzato, nell'udire il suono delle trombe che annunciano l'imminente supplizio degli ebrei chiama le sue guardie, ma esse giungono per arrestarlo obbedendo agli ordini della nuova regina. Confuso e impotente, Nabucco chiede invano ad Abigaille un gesto di perdono e di pietà per la povera Fenena.
Sulle sponde dell'Eufrate gli ebrei, sconfitti e prigionieri, ricordano con nostalgia e dolore la cara patria perduta (coro: Va', pensiero, sull' ali dorate). Il Pontefice Zaccaria li incita a non piangere come femmine imbelli e profetizza una dura punizione per il loro nemico: il Leone di Giuda sconfiggerà gli assiri e distruggerà Babilonia.
Parte IV – L'idolo infranto

Nabucco, solo in una stanza della reggia, si sveglia da un incubo udendo alcune grida e, credendole segnali di guerra, chiama i suoi prodi a raccolta per marciare contro Gerusalemme. Tornato in sé all'udire altre voci che ripetono il nome di Fenena, egli si affaccia alla loggia e vede con orrore la figlia in catene. Disperato, corre alla porta, tenta invano di aprirla e infine, rendendosi conto di essere prigioniero, cade in ginocchio e si rivolge al dio di Giuda invocando il suo aiuto e chiedendogli perdono. Come in risposta alla sua preghiera, sopraggiunge il fedele ufficiale Abdallo con un manipolo di soldati, restituendogli la spada e offrendosi di aiutarlo a riconquistare il trono.
Nei giardini pensili di Babilonia passa il triste corteo degli ebrei condotti al supplizio. Zaccaria conforta Fenena incitandola a conquistare la palma del martirio; la fanciulla si prepara a godere delle gioie celesti. L'atmosfera mistica è interrotta dall'arrivo di Nabucco che, alla testa delle sue truppe, ordina di infrangere la statua di Belo. Miracolosamente, «l'idolo cade infranto da sé». Tutti gridano al «divino prodigio», Nabucco concede la libertà agli ebrei, annunzia che la perfida Abigaille si è avvelenata e ordina al popolo d'Israele di costruire un tempio per il suo Dio grande e forte, il solo degno di essere adorato. Mentre tutti, ebrei ed assiri, s'inginocchiano invocando l'«immenso Jehova», entra Abigaille sorretta da due guerrieri: la donna confessa la sua colpa e invoca il perdono degli uomini e di Dio prima di cadere esanime. Zaccaria rivolge a Nabucco l'ultima profezia: «Servendo a Jehova sarai de' regi il re!».

La Battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi


Macbeth di Giuseppe Verdi

Andrea Chènier di Umberto Giordano

Classe 3B

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Aida di Giuseppe Verdi


Giovanna d'Arco di Giuseppe Verdi

I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi

I Puritani di Vincenzo Bellini

Classe 3 C

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I vespri siciliani di Giuseppe Verdi


Attila di Giuseppe Verdi


L'italiana in Algeri di Gioacchino Rossini

Tancredi di Gioacchino Rossini


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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico ISTRUZIONI METODOLOGICHE

150° anniversario dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico


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Agli alunni delle classi coinvolte nel progetto

La Musica, nell’età del Risorgimento, servì alla causa nazionale. Questo Corso, destinato alle tre classi terze A B C e alla cl@sse seconda A 2.0 sperimentale tecnologica della Scuola Secondaria di I grado G.B.Piranesi di Roma , tratterà il tema Musica/sentimento patriottico.


Cari studenti, avrete modo di apprendere/apprezzare il ruolo sostanziale che la Musica ha avuto nell’Ottocento attraverso l’ascolto e l’analisi di opere liriche espressive dei sentimenti patriottici, di canti popolari del risorgimento e canti di lode alla Patria anche di epoca post risorgimentale.

Il processo di lavoro sarà articolato in forma attiva, collaborativa e condivisa, con l’ausilio degli strumenti tecnologici della rete, di questo blog di una piattaforma LMS e si modellerà in progress.

Siete organizzati in quattro gruppi di lavoro: le tre classi terze A, B, C esamineranno il mondo dell'opera lirica. La cl@sse 2.0 seconda A esaminerà il settore dei canti patriottici popolari e si occuperà di realizzare uno spot divulgativo dell'evento 150 anni dell'Unità d'Italia da pubblicare in rete.

Sarete supportati da due forum, didattico e tecnico e da una chat per la condivisione di curiosità, problematiche, idee, per gestire modalità e appuntamenti di lavoro collaborativo e altro nell'ambiente della piattaforma LMS.

Potrete disporre di materiali: audio, video, immagini, testi, elenchi sitografici e bibliografici. Sarete coinvolti in laboratori didattici per la rielaborazione dei materiali: compiti, wiki, glossario, database e test di autovalutazione.

Patto formativo da condividere:
rispetto delle regole, degli altri, dei tempi, delle scadenze. Visione quotidiana delle News in piattaforma, per prendere visione delle novità.

A tutti noi...buon lavoro!
Prof.ssa Maria Rosa Mazzola

Settori di intervento delle classi 3 ABC e cl@sse 2.0 2A

Classi terze A B C: Ascolto e analisi di opere liriche espressive degli ideali patriottici. Racconti, aneddoti, storia, analisi del rapporto musica/risorgimento.
Ogni classe dovrà trattare le opere assegnate e svolgere le attività di laboratorio della sezione LABORATORIO OPERE LIRICHE e GLOSSARI, avendo cura di rispettare i modi e i tempi di consegna previsti.

Cl@sse 2.0 2A: Ascolto e analisi di canti popolari della patria e canti di lode all’Italia. Realizzazione di uno spot pubblicitario celebrativo dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Ogni studente delle classi terze A B C sceglierà una delle opere comprese nell'elenco contenuti opere liriche.
Dovrà ricercare materiali audio, video, immagini, testi, libretto, curiosità, biografie del compositore e del librettista, notizie sul teatro della prima esecuzione e altro...dopo avere selezionato e rielaborato i materiali scelti, dovrà realizzare una presentazione multimediale da consegnare, su supporto CD-Rom, alla scrivente, entro la fine di aprile 2011 e successivamente presentare al colloquio di esame di licenza media.

Ogni studente della cl@sse 2.0 2A dovrà trattare due canti patriottici tra quelli indicati sotto e svolgere le attività di laboratorio delle sezioni LABORATORIO CANTI PATRIOTTICI, GLOSSARI e CREATIVITA', avendo cura di rispettare i modi e i tempi di consegna previsti nello scadenzario del progetto.

La sezione MATERIALI è a disposizione, di tutti i gruppi, per disporre di alcune risorse di partenza e realizzare prodotti multimediali.

Contenuti


Opere liriche e arie


Classe 3 A

• G. Verdi - Nabucco - Va pensiero
• G. Verdi - La battaglia di Legnano - Viva l’Italia! - A chi smarriti e pallidi -
Digli ch’è sangue italico - Dall’Alpe a Cariddi echeggia vittoria!
• G. Verdi - Macbeth - Patria oppressa!
• U. Giordano - Andrea Chenier - Un dì all’azzurro spazio - Nemico della patria

Classe 3 B
• G. Verdi - I vespri siciliani - O tu Palermo, terra adorata – O patria adorata
• G. Verdi - Aida - O terra addio – O Patria mia
• G. Verdi - Giovanna D’Arco – Sotto una quercia parvemi - Sempre all’alba e alla sera
• V. Bellini – I Puritani – Suoni la tromba

Classe 3 C
• G. Verdi – I Lombardi alla prima crociata – O Signore dal tetto natio
• G. Verdi – Attila – Santo di Patria indefinito amor – Ella in poter del barbaro!
• G. Rossini – L’Italiana in Algeri – Pensa alla patria.
• G. Rossini - Tancredi - O patria! Dolce e ingrata patria


Canti popolari della patria

Cl@sse 2A
• Inno di Mameli
• La ronda
• Inno della Repubblica partenopea
• Inno nazionale
• Inno degli studenti del ‘48
• Inno del ‘48
• La stella dei soldati
• La bandiera tricolore
• I tre colori
• Inno a Garibaldi
• Io vorrei che a Metternicche
• Garibaldina
• Garibaldi fu ferito
• Ai morti per la patria
• La bella Gigogin
• L’addio del volontario toscano
• A Tonina Marinello
• All’armi! All’armi!
• Giovani ardenti
• A ferro freddo
• Delle spade il fiero lampo
• Camicia rossa
• La rondinella di Mentana
• Inno di Oberdan
• Addio del volontario
• La canzone del Piave
• L’addio del bersaglier
• Le campane di S. Giusto
• Viva l’Italia.


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