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150 anni dell’Unità d’Italia – O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico CANTI PATRIOTTICI

Istruzioni metodologiche:

Ogni studente della cl@sse 2.0 2A dovrà scegliere e trattare due canti patriottici tra quelli indicati sotto e svolgere le attività di laboratorio delle sezioni LABORATORIO CANTI PATRIOTTICI, LABORATORIO GLOSSARI e LABORATORIO CREATIVITA' avendo cura di rispettare i modi e i tempi di consegna previsti nel documento flusso di progetto.

La sezione MATERIALI è dedicata a tutti i gruppi e perciò anche al gruppo seconda cl@sse 2.0 per disporre di alcune risorse di partenza.

I Forum, la Chat e la sezione Messaggi della piattaforma ci permetteranno di interagire nello svolgimento del progetto.
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Canti popolari della patria - Cl@sse 2.0 2A

• Inno di Mameli
• La ronda
• Inno della Repubblica partenopea
• Inno nazionale
• Inno degli studenti del ‘48
• Inno del ‘48
• La stella dei soldati
• La bandiera tricolore
• I tre colori
• Inno a Garibaldi
• Io vorrei che a Metternicche
• Garibaldina
• Garibaldi fu ferito
• Ai morti per la patria
• La bella Gigogin
• L’addio del volontario toscano
• A Tonina Marinello
• All’armi! All’armi!
• Delle spade il fiero lampo
• Camicia rossa
• La rondinella di Mentana
• Inno di Oberdan
• Addio del volontario
• L’addio del bersaglier
• Viva l’Italia.

Buon lavoro!
Prof.ssa M. R. Mazzola

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Inno a Garibaldi

Compositore: Alessio Olivieri

Paroliere: Luigi Mercantini

All'armi! All'Armi!

Si scopron le tombe, si levano i morti

i martiri nostri son tutti risorti!

Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,

la fiamma ed il nome d'Italia nel cor:

corriamo, corriamo! Sù, o giovani schiere,

sù al vento per tutto le nostre bandiere

Sù tutti col ferro, sù tutti col foco,

sù tutti col nome d'Italia nel cor.

Va' fuori d'Italia,

va' fuori ch'è l'ora!

Va' fuori d'Italia,

va' fuori o stranier!

La terra dei fiori, dei suoni e dei carmi

ritorni qual'era la terra dell'armi!

Di cento catene le avvinser la mano,

ma ancor di Legnano sa i ferri brandir.

Bastone tedesco l'Italia non doma,

non crescono al giogo le stirpi di Roma:

più Italia non vuole stranieri e tiranni,

già troppi son gli anni che dura il servir.

Va' fuori d'Italia, etc...

Se ancora dell'Alpi tentasser gli spaldi,

il grido d'allarmi darà Garibaldi,

e s'arma -allo squillo che vien da Caprera-

dei Mille la schiera che l'Etna assaltò.

E dietro alla rossa avanguardia dei bravi

si muovon d'Italia le tende e le navi:

già ratto sull'arma del fido guerriero,

l'ardito destriero Vittorio spronò.

Va' fuori d'Italia, etc...

Per sempre è caduto degli empi l'orgoglio

a dir: Viva l'Italia, va il Re in Campidoglio!

La Senna e il Tamigi saluta ed onora

l'antica signora che torna a regnar.

Contenta del regno, fra l'isole e i monti,

soltanto ai tiranni minaccia le fronti:

dovunque le genti percota un tiranno,

suoi figli usciranno per terra e per mar!

Va' fuori d'Italia, etc...

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Addio mia bella addio

Compositore: C. A. Bosi
Anno di composizione: 1848

1. Addio, mia bella, addio,
che l'armata se ne va,
e se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.
E se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.

2. La spada e le pistole,
lo schioppo l'ho con me,
ed allo spuntar del sole
io partirò da te.
Ed allo spuntar del sole
io partirò da te.

3. Il sacco è preparato,
e sull'omero mio sta.
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!

4. Ma non ti lascio sola,
ma ti lascio un figlio ancor:
sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.
Sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.

Addio mia bella addio .mp3Download file

Una curiosa versione di Addio mia bella addio arrangiata da Antonello Venditti Download file

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Camicia rossa

versi di Rocco Traversa
musica di Luigi Pantaloni


Quando la tromba sonava all'armi
con Garibaldi corsi a arruolarmi:
la man mi strinse con forte scossa
e mi diè questa camicia rossa!
E dall'istante che t'indossai,
le braccia d'oro ti ricamai!
Quando a Milazzo passai sergente,
Camicia rossa, camicia ardente!...
Porti l'impronta di mia ferita,
Sei tutta lacera, tutta scucita:
Per questo appunto mi sei più cara,
Camicia rossa, camicia rara!
Tu sei l'emblema dell'ardimento,
Il tuo colore mette spavento:
Fra poco uniti saremo a Roma,
Camicia rossa, camicia indoma!
Fida compagna del mio valore,
Par che tu intenda la mia favella,
S'io ti contemplo mi batte il core;
Camicia rossa, camicia bella.
Là sul Volturno, di te vestito,
tu sei la stessa che allor vestia,
camicia rossa, camicia mia.
Con te sul petto farò la guerra
ai prepotenti di questa terra
mentre l'Italia d’eroi si vanta,
camicia rossa, camicia santa
Ed all'appello di Garibaldi
e di quei mille suoi prodi e baldi,
daremo insieme fuoco alla mina,
camicia rossa garibaldina!
Se dei Tedeschi nei fieri scontri
vien che la morte da prode incontri,
chi sa qual sorte ti sia serbata,
camicia rossa, camicia amata!
* * * * * * * *
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Io vorrei che a Metternicche

(canto dei volontari toscani del 1848)

Io vorrei che a Metternicche
gli tagliasser le basette;
vorrei farne le spazzette
per le scarpe del su' re.
Io vorrei che a Metternicche
gli tagliasser le budelle;
vorrei farne le bretelle
per le brache del su’ re.
Io vorrei che a Metternicche
gli mozzassero la testa:
vorrei farne una gran festa
nel palazzo del su' re.
* * * * * * * *
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* * * * * * * *

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La bandiera dei tre colori

E la bandiera di tre colori
sempre è stata la più bella:
noi vogliamo sempre quella,
noi vogliam la libertà!
E la bandiera gialla e nera
qui ha finito di regnare,
la bandiera gialla e nera
qui ha finito di regnare
Tutti uniti in un sol patto,
stretti intorno alla bandiera,
griderem mattina e sera:

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A Tonina Marinello

L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
Con la faccia rivolta alla marina
perchè pensi a Venezia e al lido amato.
Era bella, era bionda, era piccina,
ma avea un cor di leone e da soldato
di leone e da soldato!
L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
E se non fosse ch'era nata donna
or sarìa scolpita sulla tomba
e poserebbe sul funereo letto
con la medaglia del valor sul petto
con la medaglia del valor sul petto
Ma che val ma che vale tutto il resto...
pugnò con Garibaldi...
pugnò con Garibaldi...
e basti questo...
e basti questo!
L'abbiam deposta la garibaldina
all'ombra della torre a San Miniato.
* * * * * * * *
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La ronda

O giovani ardenti d'italico ardore
serbate il valore pel dì del pugnar!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Stringiamoci assieme di trombe allo squillo,
giuriam sul vessillo, vittoria o morir!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Stringiamoci assieme, ci unisca un sol patto,
del dì del riscatto l'aurora spirò!
Viva l'Italia indipendente,
viva l'unione, la libertà!
Zitti, silenzio, passa la ronda.
Zitti, silenzio, chi va là?
Plan rataplan rataplan plan plan
Plan rataplan rataplan plan plan
Plan rataplan rataplan plan plan
Chi va là?
Viva l'unione, la libertà!
Viva l'unione, la libertà!
* * * * * * * *

La ronda, O giovani ardenti mp3 Download file

Questo inno (conosciuto anche come Inno degli studenti Pisani) è cantato in questo clip su parole diverse da quelle originarie, che inneggiavano a Pio Nono (Evviva l'Italia-Evviva Pio Nono- etc.); c'era inoltre una strofa inneggiante addirittura a Leopoldo II di Lorena, granduca di Toscana: "O prence Leopoldo - invitaci all'armi - tra bellici carmi - sapremo pugnar". In questa forma fu cantato nel 1847 e nei primi mesi del '48, finché le vicende belliche non lo superarono.

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La bella Gigogin

Musica di Paolo Giorza - versi di anonimo

Canzone popolare patriottica del Risorgimento italiano, musicata dal maestro Giorza, risale al tempo della seconda guerra d'Indipendenza. Fu eseguita la prima volta al teatro Carcano, a Milano, la notte di S.Silvestro, il 31 dicembre del 1858, e diventò subito popolare come canzone di protesta contro gli austriaci e di auspicio all'unità d'Italia. E' diventata la canzone ufficiale del corpo dei Bersaglieri.

Rataplan! Tamburo io sento
che mi chiama alla bandiera.
Oh che gioia, oh che contento,
io vado a guerreggiar!
Rataplan! Non ho paura
delle bombe e dei cannoni,
io vado alla ventura,
sarà poi quel che sarà.
E la bela Gigogin
col tromilerilerela,
la va a spass col sò spincin,tromilerilerà.
D quindici anni facevo all'amore.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
A sedici anni ho preso marito.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
A diciasette mi sono spartita.
Daghela avanti un passo, delizia del mio core!
La ven, la ven, la ven alla finiestra.
l'è tutta, l'è tutta, l'è tutta insipriada.
la dis, la dis, la dis che l'è malada
per non, per non, per non mangiar polenta,
Bisogna, bisogna, bisogna avè pazienza,
lassala, lassala, lassala maridà.
Le baciai, le baciai il bel visetto.
Cium, cium, cium!
La mi disse, la mi disse: -Oh che diletto,
Cium, cium, cium!
Là più in basso, là più in basso in quel boschetto,
Cium, cium, cium!
andrem, andrem a riposar.
Ta-ra-ra-tà-tà.
* * * * * * * *

La bella Gigogin mp3 Download file

La bella Gigogin mp3 nell'interpretazione di Orietta Berti Download file


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Garibaldina

Grido di guerra dei volontari Italiani, poesia di FRANCESCO DALL'ONGARO musica di EMILIO PIERACCINI


Il dardo è tratto, di terra in terra
suona l'allegro squillo di guerra;
l'Italia è sorta dall'Alpi al Faro,
e vuol col sangue che l'è più caro
segnar le tracce dei suoi confini.
Al nostro posto, Garibaldini!
Avanti, urrà!
L'Italia va!
Fuori, stranieri,
fuori di qua !
Una camicia di sangue intrisa
basta al valore per sua divisa;
a darsi un'arma che non si schianti
basta un anello dm' ceppi infranti!
ogni arma è buona con gli assassini.
A ferro freddo, Garibaldini !
Avanti, urrà! ecc.
Non dietro ai muri, non entro ai fossi,
ma in campo aperto, diavoli rossi;
chi vuol cannoni, vada e li prenda,
come torrente che d'alto scenda,
come valanga di gioghi alpini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Pochi, ma buoni. L'Italia affronta
le avverse squadre, ma non le conta;
come i trecento devoti a morte,
che della Grecia mutar la sorte,
marciam compatti, feriam vicini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Poveri e ricchi, dotti ed ignari,
dinanzi al fuoco, tutti siam pari.
Pari nel giorno del gran conflitto,
saremo pari dinanzi al dritto.
Siamo soldati, ma cittadini.
A ferro freddo, Garibaldini!
Avanti, urrà! ecc.
Oggi guerrieri, doman colòni,
senza Medaglie, senza galloni!
Giurammo a Italia la nostra fede;
la libertade ci fia mercede,
come agli antichi padri latini.
A ferro freddo Garibaldini.
Avanti, urrà! ecc.
* * * * * * * *

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I tre colori

E lo mio amore sé n'è ito a Siena,
portommi il brigidin di due colori:
il càndido è la fè che c'incatena,
il rosso è l'allegria de' nostri cuori.
Ci metterò una foglia di verbena
ch'io stessa alimentai di freschi umori.
E gli dirò che il verde, il rosso e il bianco
gli stanno ben con una spada al fianco,
e gli dirò che il bianco, il verde e il rosso
vuol dir che Italia il giogo suo l'ha scosso,
e gli dirò che il rosso, il bianco e il verde
gli è un terno che si gioca e non si perde.

* * * * * * * *

I tre colori mp3 Download file

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Tre colori

di FrancescoTricarico
esecuzione con il coro Si La Sol a Sanremo 2011

Mezza luna cilentana
nebbia padana
soldatini non ne abbiamo più.
Tutti pronti sull’attenti
partono i fanti
colorati con le giacche blù.

Quelli nella nebbia hanno una bandiera verde
ricorda che la nostra tre colori ha.

La battaglia è già iniziata
buona giornata
cannoncini con le bocche in su.
Partiremo noi da dietro
con l’aiuto di San Pietro
il destino poi ci guiderà.

Quelli sul confine hanno una bandiera rossa
ricorda che la nostra tre colori ha,
quelli nella nebbia hanno una bandiera verde
ricorda che la nostra tre colori ha.

Soldatini di frontiera
mille madri aspettano
cercate di non farvi fucilar.
Questa storia è stata scritta
e già studiata
pensavate di doverla ripassar?

Quelli in cima al monte hanno una bandiera bianca
ricorda che la nostra tre colori ha.
Verde la speranza rosso il sangue di frontiera
neve biancaneve i cuori abbraccerà.

Tre colori come i fiori
non son per caso
ta tarà tarà tarà tarà.

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Garibaldi fu ferito

Una delle numerose canzoni che ebbero notevole diffusione dopo il ferimento di Garibaldi sull'Aspromonte, il 29 agosto 1862, da parte delle truppe regie.


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Suona la tromba

SUONA LA TROMBA, ultimo canto di GOFFREDO MAMELI, musica di MICHELE NOVARO

Suona la tromba: ondeggiano
le insegne gialle e nere.
Fuoco! perdio, sui barbari,
sulle vendute schiere.
Già ferve la battaglia
al Dio dei forti, osanna!
le baionette in canna
è giunta l'ora di pugnar!
Non deporrem la spada
non deporrem la spada,
finchè sia schiavo un angolo
dell'itala contrada.
Non deporrem la spada
non deporrem la spada,
finchè non sia l'Italia
una dall'Alpi al mar.
Avanti.!... Viva Italia,
viva la gran risorta:
se mille forti muoiono,
dite, che è ciò? Che importa
se a mille a mille cadono
trafitti i suoi campioni?
Siam ventisei milioni
e tutti lo giurar:
Non deporrem la spada
etc...
Sarà l'Italia. Edìfica
su la vagante arena
Chi tenta opporsi, miseri,
sui sogni lor la piena
Dio verserà del popolo!
Curvate il capo o genti:
la speme dei redenti,
la nuova Roma appar.
Non deporrem la spada
etc...
Fin che rimanga un braccio
dispiegherassi altera,
segno ai redenti popoli,
la tricolor bandiera.
che, nata tra i patiboli,
terribile discende
fra le guerresche tende
dei prodi che giurar
di non depor la spada
etc...
Sarà l'Italia - e tremino
gli ignavi e gli oppressori
Suona la tromba e fervono
d'ardore i nostri cori:
Dio pugnerà col popolo
Curvate il capo, o genti,
la speme dei redenti,
la nuova Roma appar.
Non deporrem la spada
etc...
Noi lo giuriam pei martiri,
uccisi dai tiranni,
pei sacrosanti palpiti,
compressi in cor tant'anni,
e questo suol che sanguina
il sangue degli eroi,
al cielo, ai figli tuoi
ci sia solenne altar.
Non deporrem la spada
etc...


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Inno a Oberdan


Impugna le bombe d'Orsini,
prepara il pugnale alla mano,
a morte l'austriaco sovrano!
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo spezzare per sempre
la dura servile catena;
a morte gli Ausburgo-Lorena!
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo gridar: Viva Italia!
vogliamo al dolore uno sfogo!
Squassiamo l'austriaco giogo,
Noi vogliamo la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Sul nodo che il collo ti serra
giuriamo "faremo vendetta"!,
fratelli, già l'ora s'affretta
in cui riavrem la libertà.
A morte Franz! Viva Oberdan!
Vogliamo schiacciar sotto il piede
l'odiata austriaca insegna;
già l'ora è vicina e segna
la degna fine di Franz Josèph!
A morte Franz! Viva Oberdan!
Già fiere, superbe, s'avanzano
impavide le itale squadre.
Invan non t'invocammo, o madre,
o Italia, noi torniamo a te!
A morte Franz! Viva Oberdan!
* * * * * * * *

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Inno della Repubblica partenopea

Bell'Italia, ormai ti desta;
Italiani, all'armi! all'armi;
Altra sorte a noi non resta
Che di vincere o morir.
Dalla terra dei delitti
mosse il passo il Franco audace;
e nel sen di nostra pace
venne l'empio ad infierir.
Non ha fede non ha leggi,
Non ha tempio non ha nume;
Di rapine di saccheggi
Pasce l'empio infame cor.
Coi diritti dei ladroni
Scuote i troni e spoglia il tempio,
E tranquilla in tanto scempio
Non ti desti, Italia,ancor?
Già Fernando in campo affretta
Mille schiere in sua difesa:
Che più tardi? Alla vendetta
desta, Italia , il tuo valor.
Nella terra dei delitti
Si respinga il Franco audace;
Speri tregua, speri pace
Da si barbaro oppressor?
* * * * * * * *

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Inno degli studenti del '48

Quanta schiera di gagliardi,
quanto riso ne' sembianti,
quanta gioia negli sguardi
vedi in tutti scintillar!
D'impugnar moschetto e spada,
primi a offrire il nostro petto,
di salvar questa contrada
giuriam tutti nel Signor.
* * * * * * * *


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Viva l'Italia

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.

Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.

Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.

Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.

Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

Viva l'Italia mp3 Download file

mariarosa.mazzola@istruzione.it

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