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21.09.12

Severino Gazzelloni

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Severino Gazzelloni

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Firma autografa di Severino Gazzelloni dedicata a Maria Rosa Mazzola nel 1981, in occasione di un concerto solista con l'Orchestra Sinfonica Siciliana a Cefalù (PA).

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Severino Gazzelloni è nato a Roccasecca il 5 gennaio 1919, è stato uno dei primi pionieri della riscoperta moderna in Italia del flauto, strumento che, grazie alla straordinaria figura dell'artista, ha iniziato gradualmente ad ottenere larga e condivisa considerazione in virtù delle sue peculiari caratteristiche di agilità, bellezza del suono e larghe possibilità d'uso nell'impiego solistico, particolare quest'ultimo che Gazzelloni considerava fermamente e in modo duraturo nel tempo.

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Gazzelloni nacque in una modesta famiglia. Figlio di un sarto, Giuseppe, che suonava l'ottavino nella banda del posto, il piccolo Gazzellone (Severino modificò in seguito il cognome paterno), già a sette anni faceva parte della stessa come flautista.
In seguito suonò in diverse bande di svariati luoghi e iniziò gli studi alla Accademia Nazionale di Santa Cecilia aRoma nell'anno 1934, diplomandosi nel 1942 sotto la guida di A. Tassinari. Durante la guerra cominciò la carriera musicale esibendosi nell'orchestra ritmo-sinfonica di A. Semprini e presso il teatro Odescalchi nella compagnia di avanspettacolo di E. Macario. Nel 1944 entrò nell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma (allora Orchestra di Radio Roma, diretta da F. Previtali), di cui divenne in seguito primo flauto e con la quale collaborò per un trentennio. La sua carriera come solista iniziò ufficialmente nel 1945 con un'avventurosa tournée a Belgrado, ma in Italia debuttò nel 1947, al Teatro Eliseo di Roma, in un recital con l'arpista A. Soriani. Tramite Maderna Gazzelloni si avvicinò, qualche anno più tardi, alla Neue Musik. Dal 1952 Gazzelloni partecipò agli Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, insegnandovi ininterrottamente il flauto dal 1956 al 1966. In quegli anni strinse rapporti professionali con i maggiori esponenti della nuova avanguardia come P. Boulez, K. Stockhausen, L. Nono, F. Donatoni, O. Messiaen, J. Cage, L. Berio e S. Bussotti. Grazie alla vastità del repertorio, che spaziava dalla musica classica a quella leggera e popolare, e all'abilità unanimemente riconosciuta, Severino Gazzelloni arrivò presto ad avere una grandissima fama, sempre accompagnata da un attaccamento alla propria terra, contribuendo ad una vasta diffusione dello strumento sul territorio italiano.
Per la sua bravura e personalità esecutiva fu attribuito a Gazzelloni il soprannome di flauto d'oro, flauto che effettivamente egli usava per esibirsi, circondato alla base da una piccola vera di diamanti, costruito a mano esclusivamente per lui da un artigiano tedesco.
Nel 1969 fondò un trio con Guido Agosti ed Enrico Mainardi.
Nel 1976 tenne una serie di concerti in Italia, alternando brani classici, in duo con il pianista Bruno Canino, a interventi jazzistici con Enrico Intra, pianoforte, Giancarlo Barigozzi, sassofono, Sergio Farina, chitarra, Pino Presti, basso elettrico, Tullio De Piscopo, batteria.
La sequenza per flauto solo di Luciano Berio gli fu dedicata dal compositore imperiese. La sua ultima esibizione venne organizzata per la realizzazione del film di immagine della sartoria Brioni a Palazzo Taverna a Roma, nel 1992. Morirà pochi mesi dopo a Cassino il 21 novembre 1992.
Gazzelloni fu anche un famoso maestro di flauto. Il musicista jazz Eric Dolphy, che gli dedicò un pezzo nel suo capolavoro Out to lunch, e la flautista classica Abbie de Quant sono tra i suoi allevi più famosi. Appare, inoltre, in un breve cameo nel ruolo di sé stesso, nel film "FF.SS."

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« "E io ho soffiato, soffiato. D'improvviso dalla canna è uscito il suono, e insieme al suono anche il mio cuore che mi premeva in gola, spingeva, quasi mi soffocava, non capivo più niente. C'era solo quel suono che usciva dal flauto e contemporaneamente entrava dentro di me, s'infilava nel mio cervello, nelle ossa, nello stomaco. Quel suono era tutt'uno con me. Da allora è sempre stato così. Ogni volta che dal flauto mi escono le prime note, ritrovo l'emozione e lo stupore del mio fiato che diventa suono, io sono quel suono". »
(Severino Gazzelloni)

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Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Severino_Gazzelloni

09.09.12

Si ricomincia!

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